“Ci sono più cose naufragate in fondo a un’anima che in fondo al mare.” Victor Hugo

Non è la prima nave affondata che troviamo in calabria ma certamente una delle più integre e affascinanti dell’intera costa italiana del mar mediterraneo.

nave affondata

Meraviglie sul fondale. Se ci seguite fino a Reggio Calabria, vi portiamo ad ammirare la tomba, ovvero la nave affondata, di quella che fu Pasubio,  piroscafo da carico italiano, nato in un cantiere tedesco, il “Neptun – Rostock”, in Germania nel 1903.
Non certo una barchetta, visti i suoi quasi cento metri di lunghezza e due ampie stive che conservano il loro carico di carbone, pensate, ancora oggi integro, solo coperto da residui marini.

La nave fu silurata e affondata dal sottomarino inglese Unrivalled (letteralmente “senza rivali!”), nel 1943, nel pieno della seconda Grande Guerra, al largo del mar Jonio. Ciò che resta dell’imbarcazione è oggi adagiato sul fondo sabbioso a poco meno di 50 metri di profondità, sbandato sul fianco sinistro. L’ultima sua rotta fu quella tra Crotone e Messina.

Il relitto è ben conservato. Ci accompagnano a vederne le meraviglie i partner di relitti.it. Veramente ammaliante la sua imponente porzione di poppa dove fa capolino la grande ruota del timone quasi integra, coperta solo da uno spesso strato di limo e alla cui base è possibile ammirare l’ancora della nave, di tipo ammiragliato. Una nave affondata si, ma spezzata solo in due punti.

Al di sotto, troviamo l’elica e la pala del timone infisse nella sabbia del fondale.
I due grandi alberi di prua e di poppa sono crollati sulle stive della coperta sulla murata, contribuendo a creare cunicoli, anfratti e nascondigli per tutte le specie marine che hanno eletto questo relitto, celato nel blu dello Jonio, come loro tana.

Le oltre quattromila tonnellate di portata lorda dell’ex prioscafo sono diventate un tempio del benessere della vita marina. Non è la prima volta che un relitto diventa “albergo” per i pesci. Pensateci, è forse un caso se negli acquari più belli viene inserito sempre un modellino di nave affondata?

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Si ringrazia Sergio Pivetta

Foto della nave affondata di Ivan Rullo

Foto storica della nave affondata: archivio Giorgio Spazzapan

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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di David Calloni (amministratore) e Cristiano La Mantia (responsabile social), per poi prendere la sua forma finale con SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori, giornalisti e fotografi sparsi in tutto il mondo.

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