Di nuovo in viaggio. L’enorme università abbandonata ci stava aspettando.

Il luogo è piuttosto conosciuto nella comunità degli esploratori, con il suo “biglietto da visita”:  il grande ufficio, forse appartenuto al rettore. Spicca un lussuoso lampadario dorato che pende sopra il massiccio tavolo centrale; poi un ritratto, il maestoso camino… ogni oggetto sembra disposto in modo da commemorare la grandezza del passato.

Nell’agosto del 1881, un ingegnere e industriale di quel tempo, chiamiamolo Frank, fu invitato a Parigi al Congresso internazionale degli elettricisti, organizzato dal governo francese a margine dell’Esposizione internazionale dell’elettricità nel palazzo del Trocadero. Frank era affascinato dall’incredibile potenziale delle innovazioni elettriche dell’epoca. Tornato a casa, propose al rettore dell’università locale di creare un istituto di formazione elettrotecnica all’interno dell’ateneo. Due anni dopo, nel 1883, fu inaugurato l’Istituto, inizialmente occupando locali già in uso, finché il rettore decise di finanziare l’installazione di ulteriori laboratori, officine e aule, sicché in poco tempo ne risultò una prestigiosa reputazione internazionale.

Gli studenti pian piano giunsero da tutto il mondo, tanto che in poco tempo la capienza massima non fu più adeguata ad accogliere tutte le richieste. A sua volta Frank prestò un significativo sostegno finanziario ai fini dell’ampliamento degli edifici. In questo modo, una struttura neoclassica fu costruita nella parte sinistra del cortile principale, con una facciata in mattoni di pietra calcarea. Poteva ospitare trecento persone, ma sopratutto diversi esperti di fama mondiale scelsero di formarsi tra queste aule.

Oggi l’università abbandonata è un edificio storico: risale all’ultimo quarto del XIX secolo e la sua facciata è classificata come monumento. Gli edifici sembrano essere stati dismessi nel corso degli anni, il vecchio blocco didattico soffre di atti di vandalismo e infiltrazioni d’acqua a causa delle coperture danneggiate.

Le aree meglio conservate di questa università abbandonata sono alcune aule e una biblioteca.
L’atrio presenta bellissime pareti in radica. Due scale a chiocciola lignee conducono alla galleria superiore e alla sala di lettura. L’enorme stanza è abbellita da numerose panche di legno. Una stanza laterale conduce ad una grande e imponente scalinata, che termina, appunto, nella biblioteca. Qui, sfortunatamente, i libri erano già stati rimossi dagli scaffali prima della nostra visita e messi davanti al vecchio camino. Si tratta, principalmente, di opere di ingegneria elettrica, e la maggior parte di essi, datata all’inizio del Novecento, probabilmente costituisce una serie di edizioni rare.

Purtroppo come spesso accade l’università abbandonata non è più accessibile. Ora queste enormi aule sono completamente vuote e vendute. Dopo una lunga trattativa d’asta, è stata acquistata da una filiale formata da due compagnie edili locali. I dettagli del progetto dei nuovi proprietari non sono ancora noti.

Chiffa Photography

Chi non esplora non troverà terra nuova e sorprendente.

Noi di Ascosi Lasciti cerchiamo nuove terre con l’esplorazione urbana, in luoghi spesso pericolosi, per raccontarveli. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se vi è piaciuta l’università abbandonata di ingegneria elettrica e cercate edifici abbandonati simili, qui è disponibile un elenco di edifici scolastici e colonie. Per una ricerca geografica, ecco tutti i luoghi che abbiamo esplorato in Belgio.
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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di David Calloni (amministratore) e Cristiano La Mantia (responsabile social), per poi prendere la sua forma finale con SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori, giornalisti e fotografi sparsi in tutto il mondo.

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