È dal 2005 che nessuno dorme nei letti di questa villa abbandonata, anno in cui è deceduta l’ultima erede di nobile stirpe, molto devota, tanto che lasciò alla curia tutti i sui beni.
Questa antica dimora ha ospitato una stirpe di avvocati, politici e magistrati; gli uomini di questo ramo famigliare si dedicarono alla carriera militare.

“Sono qui dal 22. Si doveva sciogliere il campo il 7. E’ venuto l’ordine di prolungarlo di dieci giorni, così, salvo nuove disposizioni, si tornerà a casa il 17. […]

Vorrei che il campo durasse tre mesi. Ma mi rincresce per la povera mammina che è là sola. Dalle sue lettere capisco che si lascia vincere dalla malinconia. La casa le sembra una tomba e lo è veramente. Nessuna distrazione, nessuno con cui parlare, e poi i pensieri tristi, i timori che la assalgono…(capisco troppo bene che la sua vita presente, in queste condizioni è assai triste). […]

Povera mamma! Essa è la vera vittima innocente di questo stato di cose. E’ per conseguenza dovere mio e tuo di colmarla di premur e di prove di affetto per farla ben sentire che non è sola al mondo e che vi sono cuori affezionati che palpitano all’unisono col suo.”

Come testimoniano alcune corrispondenze tra padre e figlio, datate 1915, essi trascorsero gran parte degli anni della prima guerra mondiale in trincea lontano da casa, lasciando la moglie e madre, in completa solitudine, tra le innumerevoli stanze della dimora. In alcuni passaggi delle lettere si percepisce l’estrema preoccupazione dei due uomini per la donna, vittima della malinconia e della solitudine.

Fortunatamente negli anni successivi poterono tornare a ricongiungersi. Il giovane, poi, si sposò nel primo dopoguerra ed ebbe due figlie, che purtroppo non contrassero mai il matrimonio, segnando così, nel 2005, la fine di questo ramo della dinastia.

Il palazzo, anche se si trova in pieno centro storico, appare come una classica dimora di campagna, con una grande corte sul fronte, accerchiata da cascine ed edifici di servizio; l’abitazione nobile si trova al centro, il parco privato sul retro.

L’interno della villa abbandonata appare in stato di degrado, sono visibili alcuni cedimenti; anche se sono evidenti numerose incursioni di ladri e vandali, diverse stanze restano quasi intonse. Un lungo susseguirsi di saloni interamente affrescati si alterna con stanze tappezzate da più moderne carte da parati. Curiosi alcuni dettagli, come una stanza affrescata a tema egiziano, e i vetri di alcune porte interne marchiati con le iniziali e stemmi di famiglia.

Molte sono ancora le testimonianze degli ultimi anni di vita, alcune stanze sono ancora arredate mentre altre sono vuote; probabilmente già svuotate dall’ultima proprietaria che viveva qui da sola.

All’interno della villa abbandonata è anche presente l’immancabile cappella di famiglia (chiusa e non accessibile) nella quale riposano alcuni antenati.

Come ho appreso da alcune riviste locali, recentemente il parco è stato oggetto di manutenzione e pulizia da un gruppo di volontari della protezione civile, spero sia un barlume di speranza per un lento recupero della struttura e non uno degli innumerevoli tentativi mai portati a termine visti su altri complessi analoghi.

Fonte lettera: www.pietrigrandeguerra.it

 

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Leonardo Fazio
Leonardo Fazio
Da sempre appassionato al mondo dell'arte e dell'architettura ha conseguito gli studi in design e fotografia. Con base in Piemonte, rapito dal fascino della decadenza fin da bambino, negli ultimi anni ha iniziato ad esplorare e fotografare antichi edifici abbandonati tra Italia e Francia e Romania. 

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