Avete presente uno di quei pomeriggi settembrini che volgono al termine? Ecco, metteteci sopra un’intera giornata spesa faticosamente a spostarsi tra luoghi abbandonati poco interessanti. A quel punto, poco dopo aver imbroccato la via del ritorno a casa, ci si perde inaspettatamente in una zona che si pensava di conoscere come le proprie tasche. E come d’incanto appare lei, esternamente sobria, seppur maestosa ed elegante, forse arredata in stile liberty. Uno dei nostri la conosceva, ma la sapeva sigillata. La stanchezza pesava, il buio si avvicinava, e per poco la pigrizia non ci fece desistere dal compiere questa ulteriore verifica.

Non fu nemmeno troppo facile, perché la villa abbandonata si trova in una zona periferica, ma con intorno molte altre abitazioni. Ed è pure circondata da un alto reticolato. Sorvolo sulle varie problematiche affrontate e risolte… perché tanto già sapete come è andata a finire.

Ci aspettavamo di trovare del liberty, e così è stato. Restammo sorpresi dall’ottimo stato di conservazione degli affreschi e della struttura in generale.

Svuotata da ogni lascito degli ultimi proprietari, la casa non racconta nulla del loro vissuto, ma nonostante questo, la sua equilibrata eleganza è comunque in grado di conquistare. Numerose stanze, ognuna perfetta e rigorosa, così come la splendida scala in ferro battuto che si sviluppa per i tre piani della villa. Bellissimo il salottino al primo piano, dove un’aquila che ghermisce un ramo di quercia fa bella mostra di sé sul soffitto.

Anche il pianoterra riserva belle sorprese. E noi, con la poca luce rimasta, ci concedemmo gli ultimi scatti.

Il tempo era finito. La luce non era più sufficiente a scattare. Inoltre, come chiunque pratichi urbex sa bene, meglio sparire prima che venga buio. Uno dei motivi principali è che le torce accese sono visibili dall’esterno, e possono insospettire vicini e passanti. Inoltre, la spiegazione della fotografia, in caso di malaugurato incontro con le forze dell’ordine, ha un senso solo con la luce diurna: di notte è difficilmente credibile.

Detto ciò, un’altra lezione importante che abbiamo appreso noi stessi è che bisogna sempre trovare la forza per fare l’ultima verifica della giornata. Noi, quella volta, siamo stati ricompensati con un piccolo gioiello liberty!

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa villa liberty ha ‘aperto lo stomaco’ della vostra curiosità e alimentato la voglia di esplorare virtualmente insieme a noi altri luoghi abbandonati, ecco una lista per categoria. Altrimenti perché non dare un’occhiata all’intera regione delle Marche?

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Alessandro Tesei
Alessandro Tesei
Fondatore ed admin di Ascosi Lasciti, creato per radunare alcuni tra i migliori esploratori urbani, da sempre innamorato dei luoghi dimenticati. Vincitore di numerosi premi internazionali in ambito documentaristico e reportaggistico. Si occupa essenzialmente di videomaking, fotografia e graphic design.

Entra nella discussione Un commento

  • Avatar Deepas ha detto:

    Bellissimo, fa provare una sensazione di tempi perduti, come se si fosse scoperto un luogo in cui era sigillato il passato. Sarebbe perfetta per l Art Nouveau week.

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