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Non basterebbero studi incrociati di relativismo e teoria dei quanti per spiegare la storia di questo abbandono. Servirebbero piuttosto ripetizioni di architettura e ingegneria edile per chi ha lasciato che venisse dismesso, a causa di problemi di tenuta strutturale, un intero Dipartimento di Scienze Fisiche della maggiore università partenopea. Un luogo che ben ricordano gli ex-studenti di fisica nati negli anni ’70: oggi, però, ritroverebbero le aule e i laboratori, di cui conservano nostalgica memoria, avvolti nella polvere, nella ruggine e nella muffa, sommersi da detriti e calcinacci.

Farebbe comodo anche un esperto d’arte e beni culturali per quantificare lo spreco edilizio testimoniato dai corpi architettonici agonizzanti di questa sede universitaria abbandonata. Qui le scienze si mescolano all’arte e alla storia: le forme e le superfici dei padiglioni emanano un’aura monumentale, ma gli edifici, in disuso da poco meno di quindici anni e ormai in stato di degrado, giacciono abbandonati nel verde e nel silenzio di un’area verde lasciata ugualmente all’incuria.

Arrivando dall’unico lato accessibile, il primo impatto visivo è offerto dalle geometrie severe e dal bugnato del Padiglione dell’Albania, un bizzarro cubo il cui stile compositivo rimanda chiaramente all’epoca fascista: progettato nel 1938, come suggerisce il nome è ispirato alla casa fortezza albanese. Pochi metri più avanti, si riconosce dall’esterno l’abside della Chiesa di S. Maria Francesca Saverio Cabrini. Con rammarico ci accorgiamo che l’ingresso sul retro è stato murato.

Ma la vera ‘star’ dell’ex Dipartimento di Scienze Fisiche è senza dubbio il Padiglione Rodi. Anche questo progetto risale al 1938, e fu inaugurato nel 1940: le forme si lasciano ispirare dagli alberghi assistenziali dei Cavalieri dell’Ordine dell’Ospedale di San Giovanni di Gerusalemme (XI secolo), conosciuti come Cavalieri di Malta o, appunto, Cavalieri di Rodi. L’interno dello splendido edificio era utilizzato come Aula Magna: attualmente è inaccessibile ma, dalle finestre aperte, siamo riusciti a fotografare le decorazioni che ne adornano le pareti.

La vera sorpresa, per i nostri occhi sempre un po’ infantili, si nascondeva in un cortile interno di non semplice accesso: dalla vegetazione spontanea ecco emergere la facciata di un edificio che ricorda una casa delle fate. In realtà non è altro che la ricostruzione di una casa di Lindos, zona dell’Isola di Rodi da cui trae il nome. Sul portone azzurro si legge ancora la targa “laboratorio”. Da qui ci spostiamo verso i laboratori adiacenti: i corridoi sono ormai vuoti e spogli; la targhetta con il nome di un docente resiste attaccata ad una porta, alle cui spalle si scorgono improbabili bassorilievi, che accrescono la componente di monumentalità di questo padiglione.

Infine raggiungiamo l’ampia stanza che a lungo ospitò l’acceleratore di particelle, il fiore all’occhiello del Dipartimento: si trattava di un acceleratore Tandem TTT-3, acquistato nel 1977 dalla High Voltage Engineering Corporation e trasferito nel 1998 in una nuova sede universitaria. Intorno all’acceleratore si svolgevano “ricerche nel campo della fisica nucleare fondamentale e applicata”, spaziando “dall’analisi di materiali con fasci ionici allo studio del danno cellulare, oltre allo studio di reazioni nucleari a bassa energia” (Fonte: sito del Dipartimento di Fisica dell’Università di Napoli).

Oggi, le uniche ricerche rimaste sono quelle di una speranza di salvare questi edifici storici, ormai invisibili e dimenticati, quasi fossero stati ridotti all’ordine di grandezza delle particelle subatomiche.

Per saperne di più visita il sito Derive Suburbane oppure sfoglia l’album di foto sulla pagina Facebook.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se il Dipartimento di Fisica abbandonato ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una lista di scuole e istituti abbandonati in tutta Italia e nel mondo. Altrimenti perché non esplorare virtualmente tutti i luoghi abbandonati della Campania?

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