Oltre all’influente cultura ortodossa, la Russia è nota anche per il concetto di “dacia”, di cui oggi facciamo conoscenza.

Perché di solito scattiamo delle foto? Forse perché vogliamo lasciare il nostro “carpe diem” nella memoria, per poi avere la possibilità di rimandare noi stessi nel passato. Forse perché semplicemente ci piacciono degli oggetti, dei paesaggi e vogliamo trasmettere il nostro sguardo sulle cose. Nel nostro progetto tranne per le ragioni suddette, c’è ancora un’altra. Mantenere le bellezze che se ne stanno andando, di conservarle almeno così, già nello stato estremo della loro ora, prima che spariscano per sempre.

La nostra protagonista di oggi è la dacia di Muzer, per chi se lo sta chiedendo, la dacia è l’equivalente della casa in campagna per la maggior parte degli europei, con l’unica differenza che sono considerate case di villeggiatura. Sono molto comuni in Russia, storicamente cominciano ad apparire durante il regno di Pietro il Grande. La struttura si trova nel Kurortnyj rajon (letteralmente “il distretto di villeggiatura”) di San Pietroburgo.

La vera perla di questo luogo si trova all’interno. Oltre ai decori di legno che colpiscono e catturano l’attenzione, cinque stufe rivestite di mattonelle smaltate continuano ad ornare gli interni della dacia. Le decorazioni rimandano al poema epico finlandese “Kalevala” letteralmente “terra di kaleva”. Il Kalevala è un poema epico scritto da Elias Lönnrot nella prima metà dell’Ottocento, sulla base di poemi e canti popolari della Finlandia. Kaleva è infatti il nome del mitico progenitore e patriarca della stirpe finnica.

Le decorazioni, sono tipiche in particolare, per la zona di San Pietroburgo e dintorni: prima della rivoluzione d’ottobre del 1917, c’erano tantissime fabbriche di ceramica nella regione, e molti intellettuali sceglievano le stufe come il decoro per le loro sale.

Ma il fato non era benevolo alla dacia di Kalevala. Dopo animate serate del bel mondo di San Pietroburgo, l’edificio fu nazionalizzato. Da proprietà degli aristocratici nella Russia imperiale, ha fatto una strada molto particolare e contorta: all’inizio divenne un club, poi un commissariato di leva e alla fine un ufficio di registrazione dello stato civile. La dacia ha cambiato tante “professioni”, l’ultima come un edificio abbandonato da tutti, dimenticato e inutile, lasciato a rovinarsi in solitudine.

Nonostante tutto è sopravvissuto, però in cattive condizioni: un paio d’anni fa dopo un’incendio, si è avvallato il tetto ma le preziosissime stufe non sono state colpite per fortuna. Ad oggi però restano dentro, in un costante pericolo di morire, senza una fama meritevole.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questo viaggio nel poema epico di Kalevala, nella lontana Russia ha ‘aperto lo stomaco’ della vostra curiosità e alimentato la voglia di esplorare virtualmente insieme a noi altri luoghi abbandonati simili, ecco una ricca lista per categoria. Altrimenti cliccando qui si può esplorare virtualmente luoghi al di fuori dell’Italia.

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Katya
Katya
Salve, sono Katya e vengo dalla Russia. Ho finito l’università statale di San Pietroburgo con la tesi sui meme italiani. Mi piace la cultura e specialmente l’architettura, ho deciso di iniziare un progetto su instagram sui posti russi abbandonati.

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