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Tre come le sorelle che l’hanno abitata. Tre come i “battiti” che i passanti erano chiamati ad osservare per non incorrere nella maledizione che avvolge questa masseria abbandonata. Di storie, misteri, leggende e superstizioni se ne sentono tante in giro, alcune più (im)probabili altre meno, ma nel marasma delle dicerie popolari ce n’è sempre qualcuna che, per sì e per no, viene osservata anche da chi, a primo impatto, si professa non superstizioso e questo perché “vuoi che non rispettare quella credenza porti male”.

É il caso della casa dei tre tocchi, una masseria di epoca settecentesca situata nei pressi del siracusano. Una delle dimore più chiacchierate di tutta la Sicilia diventata la principale protagonista di una diceria diventata dapprima mistero e subito poi leggenda e che ha riguardato la vita di tre sorelle, discendenti della nobile famiglia siciliana Giaracà.

Abbandonata ma non disabitata. O almeno così si vocifera. Una grande masseria abbandonata in cui, leggenda vuole, abbiano dimorato tre sorelle accomunate dal medesimo e sfortunato destino: quello di essere talmente brutte da esser state, per anni, rifiutate dal parterre maschile della città finendo così per essere tristemente isolate in quelle stanze.

Zitelle e rassegnate, si racconta che tanto fu il dolore e il malcontento covato nell’animo delle tre sorelle che, all’atto della loro morte, lanciarono una maledizione che “augurava” morte e miseria a chiunque passando davanti la villa non avesse portato loro i loro più sinceri ossequi, semplicemente salutandole con tre tocchi e bussando alla porta di casa.

Che sia vero o no, anche i meno propensi alle superstizioni popolari e molti automobilisti che passano di lì porgono il loro saluto alle tre sorelle semplicemente suonando tre volte il clacson.

Forse se c’è una cosa che questa strana vicenda insegna, misteri e leggende parte, è che è sempre bene vivere la vita non aspettando che le cose semplicemente accadano ma, al contrario, andare incontro agli eventi o come ha scritto qualcuno su una delle pareti della villa: “Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo”.

Testo di: Giuliana Imburgia

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Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

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Liotrum è un gruppo di esplorazione urbex composto da Cristiano La Mantia, Giovanni Polizzi e Claudio Licitra. In ambito locale si occupano di fotografia paesaggistica e fotografia d'architettura, ricercando particolarmente le ferrovie abbandonate. Amici da una vita, condividono il piacere di riscoprire e documentare luoghi abbandonati e dimenticati. Come ultimo punto, ma non in ordine d'importanza, il "front-man" Cristiano La Mantia si occupa di gestire il nostro progetto Instagram.

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