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Ricca ereditiera. Elina ha vissuto alcuni anni solitaria in questa grande ed apparentemente modesta dimora. Perdendosi tra le innumerevoli stanze di questa villetta ormai abbandonata, segnate dal tempo e dall’abbandono, si percepisce come fosse una donna estremamente acculturata e dotata di una estrema eleganza e charme.

Inizia la mia indagine. Curiosando tra le numerose “scartoffie” presenti in giro si comprende ancora più limpidamente che la fortuna di famiglia provenisse da proprietà accumulate negli anni e da professioni ben remunerate, esercitate dai suoi avi.

Stupefacente. La prima stanza in cui mi imbatto in questa villetta abbandonata è una spaziosa sala da pranzo impreziosita da un bel lampadario in vetro stile “Boemia”, bei mobili in legno decorato e quel che resta di un imponente orologio a pendolo. Di fianco un raccolto ufficio colmo di libri in lingua tedesca. Proseguendo ci si imbatte in diverse stanze, alcune ricolme di mobili ammassati e una discreta quantità di scatole di cioccolatini, altre ancora quasi intonse, come una graziosa camera da letto con una “simil alcova”. La cosa più curiosa che si può trovare ancora in questo vano è una vecchia boccetta di lozione per le gengive con un appunto sull’etichetta “prendere come ha detto papà”.

Le sorprese non sono finite. Un’altra stanza particolare è un enorme salotto nel quale si trovano alcuni particolari dipinti; (successivamente all’esplorazione, tramite alcune ricerche scopro che in questa villetta, ora abbandonata, ha soggiornato per alcuni anni una discreta pittrice Svizzera). Inaspettatamente quando penso di aver terminato la visita, scopro un accesso ad una seconda parte della dimora, di gusto decisamente modesto e molto disordinata con stanze ricolme di materiale e oggetti al punto di renderle inaccessibili; molto probabilmente questa parte era destinata al personale di servizio della proprietà.

Mentre mi allontano percorrendo il vialetto alberato, ancora mi sembra di scorgere la giovane Elina passeggiare nel parco circostante.

Dopo alcuni mesi dalla visita di questa bomboniera, apprendo che lentamente sono partiti i lavori di ripresa e messa in sicurezza del luogo. La villetta abbandonata di Elina continuerà a vivere.

Saltuariamente capita di non voler dare alcuna informazione geografica che riconduca all’ubicazione del posto, nemmeno la regione italiana di appartenenza di questa villetta abbandonata. In altri casi, specifichiamo precisamente dove si trovi in un edificio, quando devastato e conosciuto da tutti. Il motivo? Qui spiegato.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa villetta abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati dell’ Italia?

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Leonardo Fazio
Leonardo Fazio
Da sempre appassionato al mondo dell'arte e dell'architettura ha conseguito gli studi in design e fotografia. Con base in Piemonte, rapito dal fascino della decadenza fin da bambino, negli ultimi anni ha iniziato ad esplorare e fotografare antichi edifici abbandonati tra Italia e Francia e Romania. 

Entra nella discussione Un commento

  • Avatar Federica ha detto:

    Possiedo lo stesso identico posacenere in ottone a forma di insetto, lo acquistato anni fa in un mercatino delle pulci. È stato un colpo al cuore vederlo in queste immagini, in un ambiente fermo nel tempo.

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