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Natura selvaggia. Una fitta vegetazione, che sta pian piano rimpossessandosi dei suoi spazi, nasconde un grande complesso realizzato negli anni ’60, che inizialmente ospitava persino una discoteca, impianti sportivi e un hotel. La posizione strategica richiamava numerosi turisti ma il fallimento dell’azienda costruttrice (nonché proprietaria degli immobili) portò alla chiusura dell’intera struttura.

Il complesso subì nel corso degli anni numerose trasformazioni: tra le varie, l’ultima fu quella di polo poliambulatoriale. Vasti tappeti di edera precedono l’accesso all’edificio centrale, ovvero quello che oggi è una clinica abbandonata. Lunghi corridoi, un tempo punti di contatto tra degenti e personale medico, conducono ai vari ambulatori decadenti.

Cure mediche di ogni tipo. Il primo spazio che si incontra è uno studio dentistico. Esso presenta ancora al suo interno una costosissima poltrona odontoiatrica con quasi tutti i suoi accessori. Su alcuni scaffali e all’interno di alcuni cassetti sono presenti calchi dentali e sostanze utilizzate per le medicazioni, le ricostruzioni e le otturazioni dentali.

Non finisce qui. Proseguendo nell’esplorazione della clinica abbandonata, si possono trovare un reparto dedicato alla chirurgia plastica, uno studio di fisioterapia, uno studio ginecologico, una sala riunioni, vari ripostigli e una grande stanza con scaffali contenenti centinaia di raccoglitori pieni di cartelle mediche.

Cromoterapia. Basandosi sui principi di questa para-scienza, il colore giallo (ormai sbiadito) che predomina in molte stanze e nei corridoi avrebbe dovuto infondere positività ai degenti. Singolare però il suo impiego in un complesso sanitario, dove normalmente prevalgono colori più rilassanti come il verde io il blu. Forse si è trattata di una pura scelta di marketing.

Una cosa è certa. Allo stato attuale delle cose questo giallo paglierino trasmette solo tristezza, malinconia e inquietudine. Infissi danneggiati, sanitari frantumati, tubazioni divelte (da chi ha voluto prelevarne il rame), pavimenti tappezzati di ricette, biglietti da visita e cartelle mediche, rivelano l’ormai immancabile azione dei vandali in questa clinica abbandonata.

Oggi. L’intero complesso è in vendita con una base d’asta molto bassa ma occorre una vasta opera di bonifica dei terreni di pertinenza e circa 7-8 milioni di euro per ristrutturarne i vari padiglioni.
Le varie aste che si sono susseguite in questi anni sono state tutte deserte.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, tramite l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e partecipa al nostro gruppo.

Se questa clinica abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di strutture sanitarie abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Abruzzo?

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