L’amore può creare un sasso e distruggere un pianeta..

Quanti hanno sofferto per amore? Chi non ha fatto follie per amore? Amori a volte non ricambiati, amori incompresi o sopravalutati; eppure sono pronto a scommettere che ognuno di noi almeno una volta nella vita abbia commesso un atto di vero amore.
Con la parola Amore si può intendere un’ampia varietà di sentimenti ed atteggiamenti differenti. Può esprimersi in un affetto per un proprio caro, per la propria madre o padre, per i propri figli, oppure per il proprio cane, l’amore può esser esteso anche alla propria terra o a qualcosa di materiale come alla propria abitazione. Ed è proprio qui che volevo arrivare; le persone amano la propria terra a tal punto da costruirci la propria casa per poter viver la propria vita assieme ai propri cari.

Usi di un tempo. Tutto normale, direste voi, e in effetti la maggior parte delle persone si comportano esattamente così. E se vi dicessi che un tempo le abitudini erano ben diverse? Ovvero diciamo che le cose potevano esser ben diverse per chi se lo poteva permettere: ci fu un tempo in cui ricchi borghesi facevano costruire enormi ville per le proprie amate e, spesso, venivano usati i loro nomi per intitolare tali dimore.

Arriviamo al dunque. Nel caso che andiamo a mostrarvi oggi il ricco nobile costruì sulla sua terra, al posto di un vecchio castello in rovina, la sua villa veneziana, ora abbandonata, in perfetto schema classico del tempo, con il corpo al centro e le barchesse ad uso agricolo ai lati. Volle ricordare le origini della sua terra, pertanto adornò la parte centrale della casa con una cornice di merlatura, proprio per rimembrare quel castello. Non solo. Fece ergere un’alta mura con due torri in stile medioevale.
Come tutte le grandi dimore che si rispettino, anche in questa non poteva mancare il piccolo oratorio privato, dove ora son custodite le spoglie dell’intera famiglia defunta.

Prati maniacalmente curati. La villa veneziana abbandonata, un tempo era nota per il suo incantevole ed immenso giardino di rose, Qui giace ancora oggi una colonna che funge da piedistallo ad un bel leone Marciano alato, simbolo della Serenissima.
Ogni dettaglio dell’immobile, finemente decorato, voleva rappresentare in modo lampante quanto amore scorresse nelle vene del ricco borghese. Il fatto di vedere, oggi, la struttura cadere a pezzi, è più doloroso di un amore non corrisposto.

Importante parentesi:  i graffiti rovinano quasi sempre l’atmosfera di un edificio abbandonato, specialmente quando coprono affreschi artistici o architetture pregevoli, però in questo luogo ne vogliamo mostrare uno molto particolare, posto all’esterno sotto il porticato di una delle barchesse. Ci sono raffigurati due innamorati che si baciano. Oltre ad essere stati ben disegnati, si riescono a fondere bene con l’atmosfera del posto, motivo per cui meritano di essere mostrati.

Alessandro Funes e Deborah Fascina una coppia a tutti gli effetti e genitori a tempo pieno, in comune moltissime cose tra cui la passione per i luoghi abbandonati, urbex nel tempo libero dal 2016 da allora abbiamo esplorato quasi 500 luoghi tra Veneto, Friuli, Trentino, Lombardia, Toscana ed Emilia Romagna. Attivi su Facebook, Instagram e YouTube con le pagine ed il canale Urbex Silence Venezia, abbiamo anche un blog dove raccontiamo le nostre esplorazioni Urbex Silence Venezia.com

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa villa veneziana abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati dell’ Italia?

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Alessandro Funes e Deborah Fascina (Urbex Silence Venezia.com)

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Il progetto di Ascosi Lasciti nasce nel 2010, dall'occhio astuto di Alessandro Tesei (giornalista d'assalto e regista di reportage). Si sviluppa grazie alla maniacale cura di David Calloni (amministratore) e Cristiano La Mantia (responsabile social), per poi prendere la sua forma finale con SubwayLab. Il tema è l'abbandono di infrastrutture, trattato in tutti i suoi aspetti. La sua forza? Un team eterogeneo di esploratori, giornalisti e fotografi sparsi in tutto il mondo.

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