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Su una collina dell’entroterra marchigiano, non molto distante dal centro abitato, troviamo una grande struttura immersa nel verde, quasi ricoperta dalla vegetazione. La curiosità è tale che in un batter d’occhio ci addentriamo nel giardino…

Tutto sembra lasciato all’incuria da molti anni. Sedie di plastica, tavoli e giochi per bambini si camuffano tra i cespugli e i rami dei folti alberi. Guardandoci intorno non riusciamo a scorgere un punto di accesso per entrare nella struttura che, a prima vista, sembra essere un ristorante abbandonato. Porte serrate. Finestre chiuse.
Un po’ scoraggiati ma determinati a riscattarci dai “flop” delle esplorazioni precedenti, decidiamo di fare un ultimo tentativo e. con nostra sorpresa, una delle finestre che sembrava serrata era semplicemente socchiusa.
La apriamo…e siamo dentro!

Ci facciamo strada tra vetri rotti e piatti frantumati. Ci troviamo subito al pian terreno, in un grande salone vuoto tra tavoli accatastati e mille oggetti di vario genere. L’atmosfera, oltre ad essere confusionaria, risulta anche un po’ inquietante, a causa della poca luce all’interno. La nostra attenzione viene subito catturata da un angolo della sala dove giacciono due poltrone posizionate davanti un piccolo camino. Un magnifico quadretto nostalgico che ci fa volare con la mente: chissà quante chiacchere si facevano i clienti qui davanti, magari sorseggiando un amaro o un buon vino locale.

Una sorpresa. Mentre fantastichiamo sul “come e quando”, udiamo un forte improvviso rumore provenire dal piano superiore del ristorante abbandonato. Siamo davvero soli qui dentro? Dopo un paio di minuti decidiamo di salire a controllare, promettendoci di essere veloci. Le scale non sono molto stabili, e le mura piene di crepe. Il terremoto del centro Italia non ha risparmiato anche questo ristorante.
Al primo piano troviamo una cucina ancora piena di utensili e qualche menù sparso a terra. Il rumore che sentivamo sembra essere più vicino e ci tranquillizza vedere che non dipende da nessuna fonte umana ma è colpa di qualche ramo che sbatte contro un vetro.
Si sa, la paura che si prova a visitare edifici come questo non è mai troppa, visti i pericoli a cui ci si espone.

Tranquillizzati dalla scoperta, ci rimettiamo ad investigare sulla natura della struttura. Scopriamo così che questo ristorante abbandonato fu chiuso a causa di fallimento. La struttura era molto grande e le spese di gestione erano troppo alte rispetto ad una clientela sempre più piccola. Lo stabile aveva a disposizione una zona con diverse camere. Purtroppo non troviamo un accesso per visitarne lo stato attuale, dato che alcune porte sono state murate.
Chissà cosa avremmo trovato al loro interno. Probabilmente i vani sono stati svuotati, ma tant’è, la curiosità verso l’ignoto, se non viene assecondata, lascia sempre un senso di insoddisfazione irrefrenabile…

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questo ristorante abbandonato ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di edifici abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati nelle Marche?

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Ascosi Lasciti Marche
Ascosi Lasciti Marche
Il gruppo è formato da Alessandro Magno , Valentina Santamaria e Sylvia Perozzi ed insieme si occupano della ricerca di nuovi posti nel territorio marchigiano e la stesura di articoli per il sito di Ascosi Lasciti. Sylvia è anche la fotografa del gruppo.

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