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I cimiteri rientrano in quella zona grigia che non tutti considerano “urbex”. I motivi sono svariati, di sicuro il principale è perchè solitamente si trovano all’aperto, non si commettono illeciti nel visitarli, non hanno ambienti, non trovi mobili, libri, suppellettili, macchinari o altre cose “fighissime da fotografare”.

Giusto quattro sassi qua e là ed erbacce ovunque. Ma i cimiteri, come ogni altro posto abbandonato, possono raccontare storie e regalare emozioni. In questo caso si tratta di un settore abbastanza esteso all’interno di un grande cimitero urbano. In questa città si trovava una delle più grandi comunità ebraiche di tutto il centro Italia, infatti è sì famosa per il cimitero ebraico… ma non si tratta di quello che vi mostrerò oggi!

Oggi vi porterò nell’ “altro” cimitero ebraico, abbandonato, quello meno conosciuto sia dagli autoctoni che dai turisti.

Arrivarci è facilissimo, basta entrare nel cimitero durante gli orari di apertura e farsi una deliziosa passeggiata tra lapidi e fornetti. Vi accorgerete che siete sulla giusta strada perchè noterete come la decadenza iniziare a palesarsi. Infatti questo cimitero ebraico è completamente abbandonato e in mano all’incuria, e non ne conosco la motivazione. Per abbandono non intendo mancanza di manutenzione, come a volte può accadere in questi luoghi, ma proprio abbandono di quello che cerchiamo noi, e come minimo ventennale. E’ interessante vedere come la natura si stia riprendendo le nostre misere spoglie mortali e si nutra di esse per crescere rigogliosa. Per gli alberi non siamo che concime.

Passeggiare in questo cimitero ebraico abbandonato porta a riflettere, e sebbene da un punto di vista fotografico non sia affascinante quanto un palazzo affrescato, vale la pena fare qualche scatto. Ero all’epoca del “fish eye“, un periodo oscuro in cui mi dilettavo a utilizzarlo di continuo… fortunatamente poi li ruppi e spezzai l’incantesimo…

Gran parte delle tombe sono in pietra e a terra. In molte si possono ancora vedere le iscrizioni in ebraico. Ci sono anche alcune cappellette, tutte aperte e anche esse abbandonate. Alcune di esse meritano una visita, perchè l’edera rampicante e le altre piante hanno creato delle cornici davvero incredibili, che ricordano quasi le ambientazioni di Indiana Jones e Tomb Raider.

Quindi, chiamatelo urbex o semplice passeggiata, ma in ogni caso ne vale la pena.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questo cimitero ebraico abbandonato ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una lista di aree sacre abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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