Quale luogo migliore, per augurarvi a modo nostro un anno “più dolce”, di una importante fabbrica di cioccolato abbandonata?

A Zeitz Intere strade sono quasi completamente deserte. Le betulle crescono dai colmi dei tetti, le case crollano, le facciate adornate di stucco si sgretolano. Anche una possente chiesa protestante neogotica nel mezzo di Zeitz è in rovina.
Come mai tutto questo degrado e abbandono?

Zeitz è a metà strada tra Lipsia e Jena. Con l’inizio dell’industrializzazione Zeitz era una città vivace e fiorente con l’ingegneria mineraria e meccanica ed era considerata la culla della produzione tedesca di carrozzine per neonati. Dopo la caduta del muro di Berlino, le cose sono andate rapidamente in discesa. Molti posti di lavoro sono scomparsi dopo il 1990.  Sembra che la città sia stata abbandonata in fretta. Zeitz è una città sfregiata. Caratterizzata da case vuote in stile guglielmino e rovine industriali.

Oggi Zeitz conta quasi 30.000 abitanti, 30 anni fa erano più di 50.000. Non c’è quasi nessuna generazione tra i 25 ei 45 anni. Se ne sono andati in tanti. Il degrado è iniziato con la deindustrializzazione. Un sacco di posti vacanti e edifici fatiscenti, ma questo significa anche affitti economici. Ecco perché nella città cresce la speranza che presto le cose migliorino di nuovo. Basta pensare che con ventimila euro é possibile comprare una palazzina storica in centro con ben 8 appartamenti.

Silenziose e deserte sono le strade innevate. La mia automobile avanza lentamente ai bordi dei marciapiedi su entrambi i lati: é un susseguirsi di edifici in rovina dalle finestre rotte e buie.
Le facciate storiche anche nel loro inospitale grigiore appaiono ancora eleganti con quello stile guglielmino e barocco, perfetto, incorniciate da rovi secchi e vegetazione morta. Non sembra una strada residenziale bensì il viale di un cupo cimitero monumentale.
Poi, contornata da un muretto, ecco la villa che stavo cercando, Villa Zetti. Sullo sfondo, la fabbrica di cioccolato, anch’essa decadente e abbandonata. Scavalco il muretto e apro la pesante porta d’ingresso.

C’era sempre un grande trambusto a Villa Zetti in tempo di feste. Le domestiche in divisa nera, con il grembiule bianco ornato di pizzi, indaffarate correvano avanti e indietro per casa.
I bambini chiassosi avevano spacchettato da poco i regali sotto il gigantesco abete addobbato. Era collocato nell’ hall della casa ai piedi dello scalone, alto oltre 4 metri, e arrivava fino al secondo piano, le domestiche accendevano le candele direttamente dal ballatoio del piano superiore con un’altra candela accesa attaccata ad un lungo bastone.
La grande tavola in sala da pranzo era apparecchiata con argenti e belle porcellane, collocata proprio davanti alla finestra a golfo che caratterizza la facciata della villa.

Collane di perle ed abiti eleganti, così erano vestite le signore. Gli uomini in completo fumavano nel grande soggiorno in attesa del pranzo. Correvano gli anni Sessanta, anni fiorenti e prosperosi per la grande fabbrica di cioccolato “VEB Zetti Schokoladen und Zuckerwaren” che contava quasi 1500 dipendenti ignari che in futuro le cose sarebbero radicalmente cambiate.

Una tradizione lunga un secolo. La storia della produzione di cioccolato a Zeitz inizia nel 1831 quando Friedrich August Oehler fondò la sua azienda di articoli in ferro e tinte. Fu solo nel 1846 che i dolciumi e i prodotti da forno furono prodotti per la prima volta, prima che il genero Robert Gustav Donalies continuò a gestire l’azienda nel 1865 e la ampliò sempre più attraverso grandi investimenti nella moderna tecnologia di produzione. Nel 1885 fece costruire un’enorme fabbrica nel nord di Zeitz per produrre lì il cioccolato su larga scala.

Impeccabili dal punto di vista strutturale. Gli edifici e la villa del proprietario della fabbrica associata, che funge principalmente da amministrazione, sono architettonicamente e tecnicamente nello stile del tempo. “F.A. Oehler” ha prodotto in questi locali fino agli anni ’50, prima che l’attività venisse convertita in dominio pubblico a seguito della riforma economica della DDR e fosse fondata la “VEB Zetti Süßwaren Zeitz”. “Zetti” è sopravvissuto sia all’era socialista che alla svolta politica nel 1990 ed è stato acquistato da “Goldbeck Süßwaren GmbH” di Lipsia negli anni ’90. Di conseguenza, una nuova fabbrica moderna è stata costruita alla periferia di Zeitz e vi si è trasferita . La vecchia, onorevole fabbrica di cioccolato Zetti da allora non ha futuro ed è stata abbandonata.

Anche la villa ha subìto lo stesso destino e oggi risulta essere vuota ed inospitale, quasi anonima come se i ricordi fra quelle mura si fossero spenti, spenti come le candele delle feste.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa villa con la fabbrica di cioccolato abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di ville e palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Germania?

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Jonathan Della Giacoma
Jonathan Della Giacoma
Classe '87 e svizzero, Jonathan è uno tra i più famosi autori nel campo "Urbex" e tra i più attivi nel progetto Ascosi Lasciti.
Attratto dalla storia, dalla bellezza estetica, dall'architettura, ha visitato edifici abbandonati in tutta europa.

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