Mentre ancora mi sembra di udire ovattati i suoni di quella che una volta era un’importante industria che sorgeva nella piazzetta che stiamo attraversando, ci dirigiamo verso l’elegante e malandata dimora abbandonata oggetto della nostra esplorazione.

Io e Romeo, dopo esserci infilati nel parco, un po’ titubanti per la presenza di un anziano senzatetto che stava bivaccando dall’altra parte della strada e che poteva vederci, decidiamo di correre il rischio e intrufolarci dentro lo stesso.

Entrando, subito veniamo pervasi dall’odore di muffa misto al più sgradevole olezzo di guano di piccione… fedeli compagni di quasi ogni nostra esplorazione.

Dopo una piccola veranda, si trova un grazioso salottino arredato da un divanetto, un paio di poltroncine in legno e rattan e un mobiletto con ancora dentro un raffinato servizio di bicchieri. Come si suol dire “chissà che cosa racconterebbero se potessero parlare”, chissà quali storie di investimenti finanziari e discorsi tra gentlemen tra un sigaro e l’altro e un bicchiere di whisky!

Alle pareti un bel dipinto raffigurante una ballerina e altre tele ormai marce e logore. Segue una stanza ad uso ufficio; questa dimora abbandonata era infatti l’abitazione di un importante imprenditore della zona che dietro ad essa aveva la sua fiorente azienda prima citata.

L’esplorazione continua, dopo esserci fatti strada tra mobili ammassati ci troviamo davanti ad una elegante stanza dalle pareti tappezzate di un tenue color azzurro, soffitto affrescato e un lampadario in cristallo. Suppongo che questa fosse in origine una saletta da pranzo o un salottino, ma ora vi trova posto un letto, segno che molto probabilmente l’ultima abitante della dimora abbandonata fosse una persona anziana che non poteva più fare le scale e raggiungere le stanze al piano superiore.

Salendo ai piani superiori capisco che molto probabilmente il piano terra era usato per rappresentanza e per ricevere gli ospiti e dipendenti della fiorente azienda. Infatti al piano superiore di questa dimora abbandonata si trova quella che effettivamente era la sala da pranzo.

La timida e perlacea luce mattutina che filtra tra le imposte serrate da decenni lascia intravedere lo sfarzoso arredamento in stile barocchetto e un bellissimo dipinto raffigurante una donna coricata e seminuda che osserva lo spettatore; Dipinto che rimembra in me la celebre e discussa Olympia di Manet. In questa dimora abbandonata era molto presente il mondo dell’arte, sicuramente uno dei suoi abitanti fu collezionista e mecenate. Colpisce e spiazza un po’, allo stesso piano, una stanza con attrezzatura da studio medico.

Il vero tesoro lo troviamo però all’ultimo piano, qui trova spazio la lussuosa suite padronale in stile impero, decorata da carte da parati, cornici, archi in marmo e lampadari in cristallo. Anche qui altre bellissime tele raffiguranti principalmente donne e nature morte, il tutto incorniciato da un meno gradevole e poetico strato di guano a coprire quelli che sicuramente sono meravigliosi pavimenti ben rifiniti.

Non è ben chiara la ragione della rovina di questa magnifica dimora. Pare si trovi in questa triste situazione per mancanza di eredi, anche se qualche timido tentativo di manutenzione c’è stato; in alcuni punti sono stati posizionati dei puntelli di sostegno e il parco circostante viene ripulito dalle erbacce e dagli alberi incolti.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa dimora abbandonata ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di palazzi, ville e castelli abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Emilia Romagna?

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Leonardo Fazio
Leonardo Fazio
Da sempre appassionato al mondo dell'arte e dell'architettura ha conseguito gli studi in design e fotografia. Con base in Piemonte, rapito dal fascino della decadenza fin da bambino, negli ultimi anni ha iniziato ad esplorare e fotografare antichi edifici abbandonati tra Italia e Francia e Romania. 

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