Vista da lontano questa cava deserta potrebbe essere scambiata per un’antica fortezza.. e in effetti, data la sua posizione di leggere altitudine, è visibile da parecchi chilometri.

Avvicinandoci tuttavia la fortezza appare essere in realtà qualcosa di diverso: non un antica costruzione di vedetta verso la pianura e a guardia al lago sottostante, ma una massiccia e molto più moderna opera di cemento armato costituita da un blocco centrale unito con bracci metallici a diversi edifici più piccoli attorno.

Lo scopo di questi edifici diviene subito chiaro volgendo lo sguardo leggermente più in alto: là dove avrebbe dovuto esserci un verde pendio c’è invece un immensa ferita nella montagna, una miniera a cielo aperto visibile da ben più distanza che gli edifici sottostanti. Si tratta quindi di una cava deserta, più precisamente di una cava di materiale calcareo che veniva utilizzato per la produzione di cemento. Il sito ha una storia molto antica: già a inizio del ‘900 esistevano cave in questa zona ma è dagli anni ’30 che si ha la nascita di una grande cementeria che inizia a sfruttare queste rocce.

Molto cemento utilizzato per costruire la Milano moderna proveniva proprio da quell’impianto. La cava è stata sfruttata fino ad inizio degli anni 2000 dopo di che, sia per l’esaurimento del materiale sia per la crisi del cemento, è stata chiusa. La fabbrica, che esiste tutt’ora ma non produce più cemento, è collocata a pochi chilometri a valle ed era collegata alla cava tramite una teleferica a vagoncini.

Questo impianto era ai tempi la teleferica ad uso industriale più lunga d’Italia e, dopo che era ormai diventata un elemento caratterizzante del paesaggio e si è tentato di salvare come archeologia industriale, è stata purtroppo smantellata.
Questi che vediamo erano gli edifici di frantumazione del materiale e la stazione di partenza della teleferica.

Ad oggi molti progetti di recupero della zona sono stati presentati mentre altri progetti di manutenzione della vegetazione, ai fini della conservazione, rinnovamento e qualificazione dell’ambiente furono fatti partire dalla stessa proprietà nel corso degli anni. Tuttavia questo luogo non può più tornare ad essere com’era prima dell’intervento dell’uomo ma è ormai entrato a fare parte del paesaggio con la sua unica bellezza.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti, con l’esplorazione urbana, ci spingiamo in luoghi talvolta pericolosi, per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage.

Se questa cava deserta ha stuzzicato la vostra curiosità, ecco una ricca lista di industrie e fabbriche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati in Lombardia?

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Lorenzo Rosa
Lorenzo Rosa
Lorenzo è il punto di riferimento, assieme ai ragazzi del "manicomio fotografico", di tutta la Lombardia. La sua passione per la fotografia nacque con un regalo del nonno e dirottò prestissimo verso la passione sfrenata per l'esplorazione urbana, di cui oggi allestisce numerose mostre a tema.

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