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È una calda mattinata di metà agosto quella in cui mi trovo a percorrere una stretta, accidentata e polverosa strada di campagna tra le dolci colline Toscane. Il mio obiettivo è una antica villa disabitata in campagna, dimenticata da qualche tempo ormai.

Visto che si trova immersa nella vegetazione, accosto l’auto in un piccolo spiazzo a bordo strada, appena apro la portiera, come un muro mi si impone davanti l’estremo calore e afa, incorniciati dall’odore del grano appena colto proveniente dai campi circostanti.

Un po’ provato dalla calura, zaino e cavalletto in spalla e mi dirigo verso la boscaglia in direzione della dimore padronale. Questa è una di quelle volte in cui esploro da solo, devo dire che nonostante i rischi, certe volte mi fa anche piacere.

Attraversando la vegetazione quasi secca per qualche metro vengo “attaccato” da uno sciame di mosche che iniziano a volarmi attorno in modo fastidioso, ma dopo qualche metro me ne libero; alzando lo sguardo mi accorgo di essere giunto nel cortile della villa disabitata. La sua facciata si staglia imponente davanti a me, ha la struttura della classica cascina padronale. L’aspetto è malandato, anche se la facciata della villa disabitata appare completamente integra capisco che in alcuni punti il tetto è collassato portandosi dietro anche i piani sottostanti e arrivando al piano terra.

Mi intrufolo subito da una porta che mi conduce a una prima porzione di abitazione di gusto decisamente moderno, pressoché vuota e di scarso interesse; senza scattare foto quindi esco ed entro in un antico portoncino in legno.

Ecco che qua iniziano le meraviglie, mi ritrovo in un grazioso salone con travi in legno, pareti decorate con classici motivi tipici delle antiche abitazioni borghesi di campagna, diversi mobili in stile antico e una suggestiva parete tappezzata di ritratti di famiglia. Uno in particolare spicca sugli altri, il ritratto di un signorotto vestito elegantemente e che tiene in mano una pergamena. L’ultimo abitante di questa villa ormai disabitata? Un suo vecchio antenato? Purtroppo non sapremo mai la risposta a questa domanda, quello che possiamo dedurre è che svolgesse qualche mansione intellettuale e che sembra ancora li a sorvegliare la sua dimora anche se non c’è più nessuno a prendersene cura.

Da questa stanza si poteva accedere a due differenti ambienti, uno è ormai impraticabile in quanto completamente crollato (suppongo fosse la cucina) dall’altro lato invece si accede ad un piccolo ingresso, il quale fungeva oltre che da atrio di accesso alle scale anche da piccolo studio in quanto vi trovano posto una scrivania e una piccola libreria.

Salendo un po’ incerto i gradini della scala, arrivo al piano superiore; qui trovano posto le camere da letto e le stanze più private della casa. Purtroppo solo una piccola cameretta resta ancora integra, un’altra ricolma di mobili ammassati e le altre pressoché vuote e poco stabili strutturalmente. I piani superiori e il resto del primo piano purtroppo non sono più accessibili a causa dei crolli.

Per questo motivo, dopo aver scattato qualche foto scendo di nuovo al più “sicuro” piano terra.

Purtroppo questi miei scatti, insieme a quelli degli altri esploratori giunti tra queste mura, saranno gli ultimi spiragli di vita di questa villa disabitata che temo presto non sarà altro che un cumulo di macerie, quasi come un sepolcro a tenere sotterrati tutti i suoi ricordi.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa villa disabitata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi e ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

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