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La fondazione della certosa di M., un chiostro oggi abbandonato, ha origini che affondano profondamente le radici nel tempo e non si sa con certezza quando un gruppo di pii uomini elesse quell’angolo di terra disperso tra boschi e campi, ai piedi delle alte montagne, a luogo di culto e devozione.

Notizie più verificabili risalgono ai primi del ‘900, quando un gruppo di monache Certosine vi si stabilì dalla Francia dopo un lungo errare per l’Italia del nord.

Monache nomadi dunque, che trovarono pace all’ombra del fitto bosco che circondava la già imponente certosa. Monache stanche del loro errare, che si rinchiusero nella certosa e nella più fitta clausura. Forse fu proprio l’estremo isolamento del luogo che ne decretò la sua fine. O forse fu la troppo dura vita imposta dai rigidi dogmi ecclesiastici, o ancora la dilagante perdita di fede e vocazione che iniziò a verificarsi dalla seconda metà del ‘900. Fatto sta che le monache furono costrette a migrare ancora una volta verso un luogo più adatto al loro sparuto gruppo. Così questo chiostro abbandonato perse le sua funzione ed i sui abitanti. Il bosco si chiuse attorno alle mura ed al ponte levatoio, e da allora rimase immobile e silente, aspettando il giorno di una sua possibile riscoperta.
Riscoperta avvenuta solo dai fotografi come noi, per adesso.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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