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Quando si esplora un parco giochi, anche se abbandonato, è impossibile non avere gli occhi lucidi e l’animo leggero come quello di un bambino. Non importa quanti anni hai, venti o sessantacinque suonati, la sensazione rimane la stessa: meraviglia accompagnata dallo stupore misto ad un furore esplorativo, che porta a non tralasciare nemmeno un’attrazione.

Ad un certo punto, però, gli stessi occhi sgranati e languidi di gioia cedono il posto allo sguardo triste e incupito per un simile spreco e per cotanto degrado. Alla data dell’articolo infatti, il parco giochi abbandonato giace in stato di desolazione ormai da tre anni. Ferme tutte le attività, non viene eseguita nessun tipo di manutenzione conservativa né sulle attrazioni né sul verde, cosa che ne abbassa ulteriormente il valore. Ed il tempo inesorabile continua a passare.

Inaugurato nella primavera del 2009 con un investimento di quasi 40 milioni di euro, il botto con le prime stagioni da record, la “Terra dei Giganti” si assesta senza più investire in nuove attrazioni, il giro d’affari si va progressivamente arrestando, anzi inverte la rotta fino alla chiusura al pubblico nel 2018. Irrimediabilmente la società fallisce. Il Tribunale di Brescia apre un fascicolo per la procedura di fallimento a carico della società che ha gestito il luna park, il prossimo 23 febbraio l’udienza di verifica. Il fatto più sconcertante è che tra i creditori ci sono anche molti ex dipendenti. Le cause della chiusura di questo parco giochi abbandonato vanno attribuite alla gestione del parco stesso, non proporre un rinnovamento del parco e delle costanti novità in attrazioni, rappresenta per questo tipo di attività un considerevole problema. Nel 2016 era previsto un ampliamento con la realizzazione di una piscina a onde ed altri giochi acquatici, ma il progetto non ha mai visto la luce poiché le condizioni economiche societarie erano già ad un livello critico. Il parco, per dare idea delle dimensioni del dissesto, già l’anno dopo la chiusura aveva accumulato quasi 23 milioni di perdite accumulando quasi 21 milioni di debiti.

Indagando sui retroscena di questo ennesimo abbandono, è emerso che la società, oltre ad essere socio unico del parco giochi abbandonato, gestiva un ulteriore luna park della periferia romana, anche questo in avverse condizioni economiche e finanziare, soprattutto se confrontate con quello barese. Alla fine della stagione 2018 la stessa società viene messa in liquidazione, ed un grande gruppo acquista, inspiegabilmente, solo il parco romano (con un piano di rilancio da 40 milioni), lasciando morire con assoluta indifferenza la nostra “Terra dei Giganti”. Resta la probabilità che le problematiche della società fallita siano state “indotte” e che i bilanci del parco pugliese non siano la sola causa di questo disastro economico e finanziario.

Eppure il tema del parco resta alquanto originale ed avvincente: la Terra dei Giganti, appunto. Infatti durante l’esplorazione ci siamo imbattuti nel Mangiabiglie (simbolo di uno dei più antichi giochi di strada della nostra infanzia) con il suo dito indicatore, visibile da chilometri assieme alla torre di caduta PerBacco! (citazione alla Terra del Vino, la torre “cade” infatti in un enorme tino), la piazza Battaglia dei Giganti, l’unico disk’ o coaster d’Italia Girabugia (con la sua enorme candela al centro dei seggiolini) ed il grande ristorante principale. Già solo queste cinque ambientazioni caratterizzano qualitativamente il tema del parco giochi abbandonato dal punto di vista scenografico. Il compito di accogliere il visitatore per un degno benvenuto spetta a Carosello, una pregevole riproduzione di una grande Giostra Equestre che con un giro ti riportava nell’800, coperta da un ormai malandato tendone a strisce bianche e rosse. A seguire i tronchi d’acqua Strozzagorgo e il Cinema 4D ed un grande spazio dedicato agli eventi dal vivo. E ancora, dopo aver lasciato alle spalle il trenino Viavai, eccola, la Regina di tutte le attrazioni: Senzafiato, la montagna russa con le sue tradizionali curve torcibudella a lancio idraulico.
Per ultimo e forse non per caso, ci siamo persi nel Gran Teatro: ammutolito nella penombra di un tempo immutato nella fantasia, il palco accoglie ancora la scenografia per uno spettacolo di illusionismo destinato ai più piccini. Ed è stato proprio sul quel palco che si è spenta la magia. E’ riemersa con forza e determinazione la consapevolezza, un brusco risveglio da quel sogno di bambino, “Miragica” non c’è più! Il sole ormai è calato, andiamo via con la certezza che questo periodo pandemico certo non stuzzica la fantasia di un compratore, facendo affievolire la speranza di riavere nella nostra provincia un polo attrattivo per un divertimento antico mai passato di moda: “le Giostre”.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo parco giochi abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di parchi divertimento abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Puglia?

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