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Una villa deserta. Questa volta voglio raccontarvi di come un’esplorazione finita male, e che rischiava di finire pure peggio, si è poi rivelata una bellissima esperienza.

Da tempo cercavamo di capire non solo come entrare, ma anche come avvicinarci a questa villa deserta senza dare troppo nell’occhio. Situata in una zona periferica di un borgo marchigiano, con un grande giardino e con alcuni piccoli condomini intorno. Impossibile avvicinarsi senza dare nell’occhio, e  senza allarmare i vicini. Dopo alcuni sopralluoghi troviamo un modo, a dire il vero poco pratico, di accedere al giardino senza creare panico nel vicinato. O almeno così credevamo.

Ci facciamo strada in un dirupo, fra canne e rovi, per arrivare a lato della struttura. Da lì, con estrema fatica, iniziamo a girare intorno alla ricerca di un ingresso, un pertugio, o qualunque altra soluzione utilizzabile. Tengo a specificare che certe operazioni vanno sempre svolte di giorno e senza cercare di nascondersi troppo, cercando sì di passare inosservati, ma senza esagerare e sembrare un gruppo di ladri.

Passa circa una mezz’ora, in cui non riusciamo a trovare un accesso, e ad un certo punto sento un urlo provenire dalla strada in cui avevamo parcheggiato prima di infilarci nella vegetazione.

Continuiamo a muoverci, convinti che non fosse nulla che ci riguardasse. Ma c’è un secondo grido, e mi fermo in ascolto. Poi un terzo, e sento distintamente “Ehi voi laggiù!”. Cazzo, ci hanno sgamati! Che palle, dico al mio compagno di avventura di restare lì e torno indietro per capire chi fosse ad averci visti. Dalla vegetazione intravedo i colori tipici delle auto dei Carabinieri, mi affaccio, e uno di loro mi vede e mi apostrofa incazzato: “Che state facendo? Vieni subito qui!” Chiamo il mio amico e risaliamo fino alla strada. Inutile dire che non furono affatto contenti di questo incontro, perchè convinti al 100% di aver trovato due ladri con addirittura un furgone parcheggiato chissà dove in paese. Proviamo a spiegarci, gli mostriamo la nostra auto e cerchiamo di rassicurarli sia sulle nostre intenzioni che sull’inesistenza di un furgone. Niente da fare, ci portano in caserma per farci interrogare dal Maresciallo.

Come al solito abbiamo spiegato di cosa tratta l‘esplorazione urbana, abbiamo mostrato sito, foto, pubblicazioni, e addirittura c’è stata una telefonata ad un politico locale che conosce noi e il nostro hobby, e che ha quindi potuto garantire sulla veridicità del nostro racconto.

Devo dire che sia il Maresciallo che i suoi colleghi, una volta rassicurati sul fatto che non ci fosse alcun furgone bianco e che le nostre intenzioni non fossero ladresche, si sono rasserenati e abbiamo iniziato a chiacchierare come si farebbe con un amico incuriosito da questa strana passione.

La procedura prevede che il padrone dell’immobile venga avvisato, e che, in presenza di reato, possa procedere con eventuale querela. E i Carabinieri debbono chiaramente avvisarlo e raccontare i fatti di cui sono stati testimoni. In quel caso specifico, il Maresciallo, con estrema gentilezza ci propose di contattare successivamente il padrone della villa deserta (qualora non ci avesse denunciato) per organizzare una visita legale con lui. Dopo qualche giorno ci arriva il numero di telefono del proprietario, un anziano signore che vive a Roma.

Inutile dire che lo abbiamo chiamato subito, e organizzato l’incontro. Persona squisita, ci ha accompagnato in giro per la sua casa, raccontandoci aneddoti e curiosità, come quella del disegno a matita sul muro della soffitta, fatto dai militari alleati durante l’occupazione della villa deserta, che fu usata come quartier generale durante la liberazione. Noto inoltre con estremo piacere una grande quantità di xilografie e quadri di mio nonno alle pareti, di cui chiedo spiegazioni. E qui un’altra piccola perla: il signore mi racconta del rapporto di amicizia fra suo padre, che era un avvocato, e mio nonno, il quale soleva pagarlo per le sue consulenze con opere d’arte. Che tempi!

La villa, anche se deserta, è molto sobria, e ha subito delle modifiche in stile liberty, visibili in gran parte degli affreschi. Nonostante l’abbandono è ancora in discrete condizioni e ben tenuta. Degna di nota l’enorme cantina con botti e tini in perfetto stato.

La sera, il gentile signore ci ha anche invitato a cena con lui, ed abbiamo passato una bellissima serata, persi nei racconti di una vita densa e interessante, vissuta più tra i castelli romani che nelle nostre zone.

Questo ci insegna che a volte, comportandosi nella giusta maniera e mantenendo la calma, anche un fallimento può tramutarsi in vittoria, e, come in questo caso, in nuove amicizie!

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e supportaci sul nostro gruppo. Qui potrai trovare foto esclusive e materiale inedito.

Se questa villa deserta ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi storici abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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