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Ci troviamo in Carnia, più precisamente nell’alto Friuli, quello aspro e montagnoso, ricco di borghi e paesini sperduti, a volte dimenticati. Una zona totalmente diversa rispetto al basso Friuli, ricoperto di campagne pianeggianti e coltivate.
Oggi faremo tappa a Stavoli, un borgo (circa) abbandonato, immerso nelle Prealpi Carniche, che resiste al tempo e alla frenesia del giorno d’oggi.

Per raggiungere Stavoli, come nella maggior parte dei borghi abbandonati, non esiste una vera e propria strada, motivo per cui bisogna armarsi di comodi scarponi da trekking con annesso zaino contenente tutto lo stretto necessario per un’escursione di giornata.
Il punto di partenza è nelle vicinanze di un paesino chiamato Campiolo, una frazione del comune di Moggio Udinese, comodamente raggiungibile in macchina. Si passa il piccolo centro abitato, per poi dirigersi a Campiolo alto, proseguendo per l’unica strada presente e senza uscita, parcheggiando poi nelle vicinanze del penultimo tornante. Parcheggiata la macchina al tornante e preso tutto il necessario, si scende attraverso la boscaglia per poi incrociare il sentiero CAI principale.
Il percorso prosegue abbastanza pianeggiante costeggiando il torrente Glagnò, caratteristico per le proprie acque cristallo- smeraldine, fino al raggiungimento di una passerella, passata la quale, il percorso diventa più impegnativo per poi inerpicarsi letteralmente nel bosco.
Proseguendo, si trova come primo edificio sulla destra, una chiesa, decisamente ben tenuta e staccata dal centro abitato. Da qui, si intravede in lontananza il piccolo caseggiato di Stavoli.

Il borgo si trova ad un’altezza di 588 metri sul livello del mare ed è composto da una ventina di abitazioni, la maggior parte delle quali ristrutturate o in vendita, altre delle quali invece, ridotte a veri e propri ruderi. Per risultare un borgo abbandonato, Stavoli, detto anche “stai di muec” (Stavoli di Moggio) in dialetto friulano, risulta piacevolmente e stranamente curato grazie alla presenza di qualche giardino fiorito e qualche orto coltivato, di una fontana inaugurata nel lontano 1911 e di una targa affissa al civico 70 dedicata al Monsignor Egiziano Pugnetti. Testimonianze confermano l’abitato del borgo già da metà 800 dove gli abitanti erano dediti ad attività di malga arrivando ad ospitare, intorno al 1920, circa 200 residenti. Nel borgo c’era pure una scuola con classe unica nel periodo di maggior incremento demografico fino ad arrivare a contare solamente 2 alunni nel 1975. Col passare degli anni a causa dell’isolamento del borgo, alla scarsità di lavoro, all’emigrazione dei giovani e all’invecchiamento degli abitanti, il borgo piano piano si spopolò, fino al deciso colpo di grazia dato dal terremoto del Friuli nel 1976.
Non sono presenti bar o punti di ristoro, assente qualsiasi rete telefonica e la connessione ad internet. È presente una teleferica entrata in funzione negli anni ’60 che collega Campiolo alto a Stavoli ma ora guasta e inutilizzabile a causa di un grave incidente in cui perse la vita un uomo impigliandosi ad essa. Era usata per trasportare generi alimentari e qualsiasi cosa potesse servire verso il borgo.
Attualmente Stavoli risulta prendere vita un po’ a singhiozzo grazie a delle famiglie proprietarie di seconde case che generalmente ripopolano il borgo nei fine settimana (soprattutto d’estate) e alla consueta festa di Stavoli che si ripete ogni fine giugno attirando centinaia di persone.

Testo e foto di: Davide Cavicchiolo

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Join the discussion One Comment

  • Alice M ha detto:

    Stavoli non si trova in Carnia ma bensì in un’altra vallata chiamata Val Canale-Canal del Ferro. Sicuramente non è un borgo pericoloso da raggiungere ne ha un sentiero inagibile. Salgono anche i bambini di 5 anni, in più ci sono dei lavori di manutenzione del sentiero per renderlo più rusticò e sicuro. Ci sono una 20 di famiglie che quando possono salgono a piedi e sistemano i prati, orti, vigne e fanno le legna per l’inverno. Sacrifico, forza lavoro e volontà. La teleferica non è guasta, ma bensì in manutenzione per renderla più funzionale dato le necessità del paese non avendo una strada. Consiglio vivamente la camminata a Stavoli a tutti.

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