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Un monastero abbandonato, un posto dimenticato dove si può ancora sognare.

E’ una soleggiata giornata di aprile…è il primo di aprile, questa esplorazione ci ha fatto un bello scherzetto! Ci avviciniamo facendo il giro più lungo e difficile, siamo immersi nel verde incontaminato e questo ci permette di assaporare quello che ci circonda senza che nessuno ci disturbi. Incontriamo lungo il nostro percorso alcuni edifici che versano in uno stato di conservazione pessimo, proviamo ad esplorarli ma è veramente impossibile, troppo rischioso è tutto pericolante.

La nostra esplorazione ci porta fino ad arrivare ad un terrapieno, il quale si apre davanti a noi svelandoci una bellissima scoperta, un ex monastero abbandonato, una villa a tre livelli, presumibilmente dell’800. Tutta la struttura è chiusa, murata, sembra una fortezza inespugnabile… ma alla fine troviamo il modo di entrare.
Iniziamo la nostra esplorazione, siamo in una struttura che prima apparteneva a due Nobili Famiglie, in diversi periodi, successivamente ceduta alla Chiesa, ha ospitato un convento e la Diocesi locale. Al piano terra, veniamo subito colpiti da una stupenda sala, che fungeva da ingresso principale, allestita come un peristilio (ingresso Domus Romana), con quattro colonne in travertino e un soffitto decorato da stucchi, nel pavimento una riproduzione del mosaico della Casa del Poeta Tragico di Pompei con la scritta “Cave Canem” (attenzione al cane).
Questo livello del monastero abbandonato era adibito ai servizi, troviamo una cucina, una sala per la consumazione dei pasti e nel piano inferiore, una lavanderia con un deposito per il vino e l’olio.

Saliamo al primo livello, una scala monumentale in marmo bianco, quasi totalmente smontata e dei bellissimi motivi che ricordano degli stucchi, ci accompagnano fino al piano che ospitava gli alloggi dei più piccoli o forse l’orfanotrofio, troviamo infatti un dormitorio “Bambino Gesù”, una stanza adibita a sartoria con dei grandi armadi pieni di grembiuli e sopravveste. Inn questo monastero abbandonato tutto sembra rimasto cosi come è stato lasciato.

Nel secondo livello troviamo l’ufficio della Direzione, gli alloggi delle suore di clausura, stanze molto modeste, una sala tv che custodisce un bellissimo “Magnadyne Mod 671” degli anni 50’. Sullo stesso livello una bellissima Cappella a pianta circolare, completamente decorata con la tecnica del “trompe d’oeil” e l’antistante sala per la preghiera, dove, su una panca troviamo una lettera del Monsignore dedicata alle Mamme.

Ascosi Lasciti Lazio (Testo: Filippo Masci. Foto in ordine di galleria: Valerio Fanelli, Matteo Montaperto, Filippo Masci)

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supportaci e tesserati alla nostra associazione. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Se questo monastero abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Lazio?

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