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Un vero e proprio castello abbandonato abbandonato.

Non era di certo il sole di fine agosto a fermarci, nonostante le nuvole che affollavano il cielo azzurro faceva caldo. Attraversammo i campi aridi colmi di girasoli rinsecchiti a testa in giu. Non sembravano finire mai prima di raggiungere i grandi alberi che un tempo proteggevano l’intimità del grande castello.
Gli esterni possenti e maestosi, con i tetti lucidi in ardesia. Le torri che svettano verso il cielo, gli abbaini importanti e i camini di mattoni.
L’orologio fermo alle 3 e 22 sopra lo stemma di famiglia. Il castello sembra avvolto da una bolla di mistero, sono affascinato ma allo stesso tempo ansioso.
Sembra tutto troppo tranquillo, troppo facile, troppo bello.

La porta sul retro spalancata mi accoglie in questo castello abbandonato. Alle pareti della grande cucina sono appese un sacco di padelle di rame, varcando una porta dopo un locale di servizio ci accoglie la bella sala da pranzo. Il grande tavolo al centro é abbinato ad una grande credenza a muro con vetrina colma di raffinate porcellane. Le pareti in basso rivestite di boiserie e in alto di una tappezzeria blu con gigli oro, oggi si sono scolorite assumendo un color marrone verde-marcio.
Varcando un’altra grande porta ci troviamo nell’hall del castello: il grande salone d’ingresso é molto opulento, sarà per l’altezza considerevole e per la bella scala di legno che porta al piano superiore. Nonostante la bellezza spettacolare della reggia abbandonata mi sento in ansia, non al sicuro.
Alle pareti una bella pendola antica, una credenza intagliata e una grande testa di un cervo impagliato. Bei tappeti rivestono i pavimenti. Nello spazio accanto al sottoscala un piccolo salotto per accogliere o far attendere l’ospite. Da una porticina, si accede all’importante cappella di famiglia, soffitti altissimi, targhe commemorative, statue e belle vetrate fanno da contorno ad un altare.

Tornando nell’ingresso prendiamo un’altra porta. Lo stupore.
Un soggiorno enorme suddiviso in due stanze aperta l’una sull’altra, finestre con tendaggi, pareti stuccate e un camino di marmo con specchiera al centro. Ci sono credenze, statue, divani, poltrone e anche un bellissimo Pleyel a coda. Ai piani superiori della casa nel corpo centrale ci sono altri saloni opulenti come il disimpegno sopra la scala e le varie stanze padronali tutte arredate. Affascinante la biblioteca, piena di libri antichi e macchina da cucire. Nei sottotetti del castello ci sono le varie stanze che un tempo erano adibite al personale e alla servitù. Dai tetti e dalle torri il panorama sulle campagne circostanti é mozzafiato.
C’é tanta bellezza e allo stesso tempo mistero in questo luogo, una curiosità incredibile di conoscerne la sua storia…forse quella più recente che  quella antica. Ma come si fa ad abbandonare un luogo simile?

Dell’antica reggia abbandonata del XVI secolo, oggi rimangono solo pochi elementi. Solo due torri e il portico sono sopravvissuti nei secoli. Ex casa fortificata protetta da fossati e recinti, è stata trasformata in un castello in stile rinascimentale nel XIX secolo. Prima di proprietà di un signore, fu acquistato da un conte il cui padre era un moschettiere del re e la madre di una delle più antiche famiglie della nobiltà francese. È stato lui a intraprendere queste trasformazioni.
Oltre alle modifiche che ha apportato, si sa poco. Sappiamo che la proprietà rimarrà nella sua famiglia per circa un secolo. È stato senza dubbio il suo pronipote a metterlo in vendita alla fine del XX secolo.

Dai documenti trovati nel castello durante la nostra esplorazione, si sa che quest’ultimo è stato acquistato nel 2005. I suoi ultimi proprietari erano una coppia italiana. Vivendo in Sicilia, hanno trascorso del tempo al castello, con la famiglia e gli amici, durante le vacanze.
È stata la signora, un architetto di professione, che ha deciso di riportarlo al suo antico splendore e ad arredare il castello.
Ma bisogna considerare che i libri e gli oggetti rimanenti sono solo una piccola parte degli oggetti che che decoravano le stanze e i saloni. Diverse aste ebbero luogo prima che il castello venisse abbandonato. Ferma libri in marmo, scatola in pietra, binocoli in avorio, sculture in bronzo, capolavori dipinti e oggetti religiosi sono stati venduti nel 2010. Ma perché abbandonarlo?

Quando il castello è stato acquistato nel 2005, non era completamente vuoto. Un uomo si era stabilito in uno degli edifici annessi. Nel 2001, il precedente proprietario aveva stipulato per lui un contratto di comodato d’uso gratuito. Stupiti dalla situazione, i nuovi proprietari contattarono l’ispettorato del lavoro. Hanno scoperto che era stato firmato un accordo. Il precedente proprietario gli aveva permesso di occupare i locali mentre avviava un’attività stabile, pagata 1000 euro al mese. L’oggetto della sua missione: mantenere la proprietà.

Cosi la coppia italiana si é sentita in obbligo di rispettare questo contratto. Mentre i proprietari erano assenti, questi dovevano occuparsi della manutenzione del giardino e dell’orto del castello.

Ma, al loro ritorno in Francia, i proprietari della reggia abbandonata rimasero delusi. Hanno scoperto che, nonostante il suo incarico, l’uomo aveva abbandonato il castello. Oltre a non ripulire l’edificio annesso occupato, nel cortile si stavano accumulando rottami di auto e rifiuti. Peggio ancora: a causa di infiltrazioni d’acqua il soffitto del primo piano della dependance era crollato. Infine, il 4×4 della coppia, che era stato utilizzato senza il loro consenso, era stato coinvolto in un incidente.
Battaglia legale al castello.
Il tono è salito rapidamente tra la coppia e il loro custode indesiderato. Il contratto fu sciolto, ma tuttavia, le incursioni dell’uomo non si sono concluse.
Quest’ultimo vagava completamente ubriaco nel parco del castello; senza esitare a insultare la famiglia, urinare davanti ai bambini e a spiarli dalle finestre.
Nel 2007 fu quindi presentata una denuncia. Un primo processo per giudicò gli errori di ciascuno. Ma il primo giudizio respingerà le richieste della coppia italiana e respingerà la richiesta di risarcimento danni e interessi per pregiudizio morale del custode.
I proprietari del castello faranno appello contro questa decisione; senza successo.
Fallimento o disgusto?
Nonostante tutte le informazioni non si conosce il reale motivo dell’abbandono. Tuttavia, alcuni estratti conto bancari e aste mi portano a credere che la coppia italiana non fosse in ottime condizioni finanziarie.
Fallimento o insolvenza organizzata? Disgustati dalle disavventure accadute con il vecchio custode? Mafia? O che altro? Probabilmente non lo sapremo mai.

Forse solo oggi che ho parzialmente scoperto la storia di questa reggia abbandonata ho capito cos’era quel senso d’ansia che mi ha accompagnato per tutta l’esplorazione.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo castello ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di castelli abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Francia?

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