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Oggi vi porterò all’interno di un palazzo vescovile abbandonato. Costruito nella metà del 1700, il vescovo in carica in quegli anni ne ordinò la costruzione e al suo interno vi abitarono i diversi prelati che si susseguirono nella zona.
Nonostante l’ingresso non sia dei migliori in un batter d’occhio siamo dentro.
Subito notiamo che al suo interno non è più presente arredamento tranne che qualche tavolino o divano. Iniziamo così a girare tra le ampie stanze vuote con i nostri passi che fanno da eco.

Quello che più ci colpisce durante questa esplorazione sono gli affreschi che troviamo nei soffitti di alcuni ambienti. Malgrado l’umidità e le varie condizioni climatiche a cui è esposto il palazzo vescovile abbandonato, i decori sono ancora ben conservati e mantengono un colore vivido.
La maestosa struttura si sviluppa sue tre piani più una cantina dove venivano conservati al fresco gli alimenti.

La scalinata è il pezzo forte di questa residenza!

I lavori di restauro, avvenuti circa una cinquantina di anni fa, hanno confermato il valore culturale e architettonico del posto. Sia gli affreschi, che le statue poste sulla scalinata riportano il nome dello stesso artista, all’epoca famoso in tutto il territorio marchigiano per la sua bravura.
Dopo varie opere di restauro oggi il palazzo vescovile abbandonato è inagibile (lo testimoniano non solo le crepe strutturali ma anche le scale storte) e ricoperto dalla folta vegetazione del parco che lo circonda.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e supportaci sul nostro gruppo. Qui potrai trovare foto esclusive e materiale inedito.

Se questo palazzo vescovile abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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