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Eccoci nel grande complesso sportivo, in stile razionalista, adibito alla corsa dei cavalli che oggi è solo un ippodromo abbandonato.

Nonostante il suo stile architettonico minimale, il colosso ha origini ottocentesche. Si presentava ai fiorentini come contenitore sportivo dedicato al gioco dei cavalli. Solo nel Ventennio l’ippodromo abbandonato avrebbe subito un rimaneggiamento ad opera del PNF.

Lo spazio è molto grande. Basti pensare che l’area complessiva conta 99.000 metri quadrati, composta dalla pista, le tribune, campi comuni, scuderie e altri edifici tra cui un’infermeria veterinaria. La struttura poteva ospitare fino ad ottomila spettatori. Ad un certo punto ha chiuso i battenti per ospitare la sua funzione altrove.

Era marzo del 2012. Da allora alcuni edifici sono stati in parte recuperati e adibiti ad altra destinazione d’uso; il nucleo centrale è andato a fuoco sette anni dopo la chiusura, a seguito di un incendio doloso, dopo che la totale incuria vi ha fatto crescere grandi quantità di sterpaglie e l’inerzia generale ne ha fatto crescere i giri di mala.

Sono passati dieci anni, tra promesse di riqualificazione mai avvenute, ad opera di una ditta a vertice cinese, e continue vicende di cronaca legate allo spaccio e all’occupazione abusiva. Certo che il vincolo della Soprintendenza e il conseguente divieto di riconversione a parco-divertimenti, luna-park o discoteca ha resa la rinascita di questo scheletro architettonico più difficoltosa.

L’obiettivo preposto per questo ippodromo abbandonato sarebbe quello di creare un centro polivalente utile ad ogni uso e consumo, per eventi, sagre e manifestazioni. Si è optato per questa strada, già positivamente sondata negli anni precedenti alla cessazione dell’attività, andando “sul sicuro”. Già in passato il complesso, infatti, era stato utilizzato a questo scopo, accogliendo eventi ben riusciti con grande partecipazione pubblica. Si tratterebbe di un investimento di circa 10 milioni di euro.

Ciò che però giace davanti agli occhi della comunità, oggi, sono ancora edifici fatiscenti, con una tipica colorazione a mattone. Le sedute delle tribune in colore verde un tempo contrastavano visivamente con il resto del centro, ma oggi, sbiadite dallo scorrere delle lancette, paiono appartenere ad un’unica sfumatura cromatica generale: quella della decadenza.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo ippodromo abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di impianti sportivi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

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