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Oggi vorremmo raccontare ai lettori di Ascosi Lasciti non la solita cronaca di un’esplorazione e nemmeno la triste storia di qualche affascinante luogo abbandonato.
Oggi vi parleremo di riscatto e di successo, raccontandovi brevemente come un importante ex cementificio abbandonato sia stato recuperato e nuovamente messo a disposizione della collettività.

Siamo in provincia di Parma, nell’Appennino Tosco-Emiliano, per la precisione ci troviamo a Ghiare, una frazione del comune di Berceto. Qui sorge l’importante ex Cementificio Marchino, fondato nel 1910, abbandonato nel 1932 e attualmente parzialmente recuperato e reso nuovamente fruibile per la popolazione.

Le modalità con le quali questo ex cementificio abbandonato sia stato recuperato meritano di essere raccontate, nella speranza che quanto si stia facendo faccia da apripista per altri futuri casi di recupero.

Il proprietario del cementificio donò la fornace e un capannone all’amministrazione comunale, venne poi vinto un bando europeo per ottenere i fondi per il recupero del bene e iniziarono i lavori. Come molto spesso accade in questi casi i fondi finirono e i lavori rischiavano di arenarsi.

Qui avvenne la svolta, siamo nel 2014 e nasce un sodalizio tra comune di Berceto, pro-loco e l’associazione culturale Manifattura Urbana al fine di promuove workshop/cantiere finalizzati al recupero della fornace. Questo workshop consiste in un insieme di attività pratiche e teoriche che mettono in grado i partecipanti, per lo più studenti universitari, di svolgere attività di recupero e pulizia del complesso. Da quell’anno la formula del workshop fu replicata e lo sarà anche nel 2021. Grazie all’opera di questi volontari più di 1000 mq sono già stati resi agibili e fruibili.
Il progetto di recupero di questo cementificio è molto ambizioso e c’è ancora molto lavoro da fare, fino a ora per finanziare i lavori si è speso circa 1.000.000 di Euro, ma si stima a 3.000.000 la somma ancora da recuperare per poter portare a termine questo importante progetto.

Recuperare un bene di questa importanza significa creare un volano per l’economia ma significa soprattutto donare alla collettività uno spazio fruibile di aggregazione, di scambio e di crescita culturale e artistica. Nella parte recuperata della struttura, infatti, si sono svolti e si svolgeranno diversi eventi di interesse sociale o anche di semplice svago e ritrovo.

Casi virtuosi come questo in Italia se ne vedono pochi, ma speriamo che in futuro qualcosa si muova perché queste esperienze vengano replicate.
Noi di Ascosi Lasciti non possiamo altro che fare i complimenti all’amministrazione comunale, alla pro loco e all’Associazione Manifattura Urbana. Siamo lieti di aver conosciuto una realtà così importante e ora che anche noi siamo diventati associazione speriamo di poter collaborare presto con questa interessante realtà.

Prima di salutarvi però vorremmo lasciare la parola a Francesco Fulvi, fondatore dell’associazione Manifattura Urbana che ci illustrerà brevemente gli sviluppi futuri del progetto di recupero dell’ ex cementificio abbandonato.

“Siamo arrivati all’ottava edizione e dal 26 Luglio all’ 1 Agosto saremo ancora lì a lavorare insieme. Anche quest’anno parteciperanno al Workshop una quindicina di giovani francesi grazie alla collaborazione con Rempart, associazione francese che da anni si occupa di stimolare il recupero del patrimonio storico da parte dei cittadini volontari. In più dal 12 al 23 luglio avremo venti studenti francesi di una scuola che forma per diventare direttori di cantiere, questi volontari daranno anch’essi un notevole contributo per avanzare nelle lavorazioni concordate ogni anno con la pro loco con la finalità di rendere sempre più fruibile la struttura ai cittadini del piccolo paese di Ghiare di Berceto e al territorio. In futuro, finché non arriveranno finanziamenti specifici, abbiamo l’intenzione di continuare il recupero aumentando le opportunità di lavoro sulla struttura come abbiamo iniziato quest’anno, immaginando workshop cantiere tutto l’anno par arrivare più velocemente ad un recupero totale del bene”.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti e supportaci sul nostro gruppo. Qui potrai trovare foto esclusive e materiale inedito.

Se questo ex cementificio abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di fabbriche e industrie abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati dell’Emilia-Romagna?

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