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Salendo da Pistoia verso l’Appennino tosco-emiliano, si arriva a una piccola frazione, neanche troppo amena, dove sorge quella che una volta era una struttura alberghiera. Un albergo abbandonato dagli anni ’70. C’è qualcosa di curioso che circonda questo cumulo di macerie, ed è la sua storia pluri-centenaria.

Bisogna risalire al 1500 per trovare le prime tracce della sua esistenza, non certo come hotel, ma come mulino. La struttura cambiò aspetto e venne ampliata con profonde modifiche verso la seconda metà del 1800 quando stravolse destinazione d’uso per la produzione di carta. Passarono gli anni e si succedettero i proprietari, e con loro le finalità dell’edificio che fu adibito a fabbrica di feltri e, in un secondo tempo, di lana.

Occorre attendere il 1895 per la sua conversione in struttura ricettiva e il 1913 per vederne la modifica catastale più importante: con le sue 16 stanze disposte su 4 piani, era aperta da giugno a ottobre, con il costo di soggiorno che variava tra 2,50 e le 7 lire giornaliere, vantando di ogni confort moderno. Disponeva, facendone grande vanto sui depliant pubblicitari, di luce elettrica indipendente per ogni vano, sale da ballo e di lettura, biliardi, un campo da tennis regolare e di un personale che parlava ben tre lingue: inglese, francese e l’italiano. Durante la seconda guerra mondiale avvenne un altro repentino mutamento a quartier generale delle truppe italo tedesche di Kesselring. E poi? Finita la guerra tornò ad essere albergo e negli anni successivi, nel cinquanta, diventò una residenza estiva dei seminaristi della diocesi di Pistoia, prima di essere definitivamente chiusa e abbandonata. La carcassa dell’ albergo abbandonato è oggi situata in un piccolo bosco al termine di una breve strada sterrata e da subito ci si rende conto del pietoso stato di degrado in cui versa.

L’accesso non è difficoltoso ma tutta la struttura è veramente mal ridotta: alcune zone sono precluse proprio a causa delle macerie e dei rischi annessi. Unico spazio non collassato e certamente più impattante è quello a forma ottagonale che si trova sul retro, al cui interno giace un camino con un basamento, una croce e alcune panche tipiche delle sacrestie: è la stanza, non crollata ma comunque mal concia, che era adibita alla messa. Gli ex ospiti non devono aver pregato abbastanza per il destino dell’edificio: la malasorte sembra essersi abbattuta con tutta la sua violenza sull’ex hotel, nell’indifferenza generale delle istituzioni e della popolazione locale.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo albergo abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di alberghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

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