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L’ albergo abbandonato e la storia del cinema.
“Il Fantasma del Film Festival di Locarno” potrebbe sembrare il titolo di qualche celebre film da Pardo d’Oro e invece é una triste realtà. Nel 2006 mentre si accendevano le luci nel cielo del Festival internazionale del film di Locarno, si spegnevano quelle del Grand Hotel.
Il Grand Hotel di Muralto fu il primo albergo di lusso del Ticino. Venne costruito fra il 1874 ed il 1876. L’idea dell’imponente costruzione si basava su un progetto che l’architetto Francesco Galli aveva pronto già dal 1866 e che il collega Luigi Fontana ritoccò con alcune varianti nel 1869.
Una targa commemorativa nella hall dell’albergo ricorda “Il Patto di Locarno” avvenuto nel 1925.
I ministri di Germania, Francia, Gran Bretagna, Belgio, Italia, Polonia e Cecoslovacchia decidono di aprire delle trattative di pace, al fine di sbloccare una situazione europea tesa e per assicurare la pace alle frontiere. La Svizzera al tempo stesso Paese neutrale e sede della Società delle Nazioni, accetta di accogliere i negoziati di pace. Dopo dieci giorni di discussioni (5 – 16 ottobre 1925 ) allietati dal clima  mite e dai ricchi banchetti, si giunge alla firma del famoso “Patto di Locarno”.
Ma l’ albergo abbandonato ha anche un’altra storia da raccontare:
Il Primo Film Festival Internazionale di Locarno.
Nel giugno 1946, i luganesi avevano bocciato in votazione popolare, il progetto di costruire un anfiteatro nel Parco Ciani per ospitare la ” Rassegna del film internazionale ” ( il progenitore del Festival ) che la città di Lugano aveva ospitato nei due anni precedenti. Gli organizzatori, mettendo infine il naso nel Sopraceneri, trovano nel Grand Hotel il luogo adatto per le proiezioni, insieme al permesso di utilizzare il vasto parco. È cosi che nasce la prima edizione del Festival internazionale del film di Locarno.
La scelta del luogo era praticamente obbligata per un Festival del cinema nato con tanto entusiasmo sotto l’ala del turismo. A piazza Grande nessuno penserà ancora per due decenni, è la sede del mercato, della vita popolare. Il Grand Hotel è invece un palazzo di quelli che contano nella storia locarnese.
Scelta eccellente per il nascente Festival quella del Grand Hotel. Albergo e parco, davano lustro alla città e al turismo, con un tocco di classe alimentato dal profumo della storia, di incontri e pranzi ufficiali, di statisti e delegazioni. Nell’ampio salone, luccicante di specchi, aleggiava ed aleggia tuttora un grande lampadario di Murano tra pavimenti lucidi e infissi dorati. Permaneva l’atmosfera tipica della Belle Epoque, nel cambio dei personaggi, da politici a registi, attori e produttori, da curiosi occhieggianti ad esponenti della Locarno-bene con le signore in abito da sera e gli uomini possibilmente in smoking; tollerate giacca e cravatta, di jeans non era ancora tempo. Tacitamente vietato lo smoking bianco, rigorosamente riservato al direttore Vinicio Beretta. Nel degradare del parco verso i portici di viale Stazione si stendeva la platea con i 1200 posti a sedere su tre file, dapprima tra panchette senza schienale, poi con più comode sedie. Al limitare del parco s’innalzava lo schermo bianco, 8 metri per 7 sul quale si proiettavano i film della sera in un’atmosfera di gala. Fino al 1967 il perno era il Grand Hotel Locarno in un clima di charme e glamour, di eleganza e di cultura.
Successivamente dato il successo e i numerosi spettatori il parco del Grand Hotel divenne troppo “stretto” per ospitare i sempre più numerosi spettatori e venne trasferito in centro città nella Piazza Grande di Locarno come sala di proiezione, una delle più grandi del mondo con uno degli schermi cinematografici più grandi d’Europa (26 metri di lunghezza e 14 di altezza), che consente la visione ad una platea di 8.000 spettatori.
L’ albergo abbandonato non finisce qui di stupirci, vanta un altro primato, la perla racchiusa nel suo magnifico guscio; il suo incredibile tesoro.
Fra le sue mura, oggi nascosto agli occhi del pubblico, nella hall pende il lampadario di Murano più grande al mondo creato dai maestri vetrai di Venezia fra il 1874 e il 1876. Percorre tutta l’altezza dell’edificio attraverso i ballatoi dal lucernario fino al soffitto del pian terreno con i suoi 16 metri d’altezza e 800 kg di peso. Ha affascinato generazioni di ospiti e devo ammettere che non mi ha lasciato indifferente nonostante i pezzi sbeccati ricoperti dalla polvere.
Erano anni che all’albergo mancava manutenzione, i suoi saloni e le sue 85 camere apparivano agli ospiti vecchie e un po’trasandate senza apparire antiche e inoltre non rispettavo più gli standard della clientela dei grandi alberghi di oggigiorno. Fu così che nel 2006 le sue rimanenti 4 stelle si spensero definitivamente e chiuse i battenti segnando la fine di un’epoca.
Poco dopo fu acquistato da un gruppo di avvocati della regione che lo videro come un buon investimento. Si parlò pure di demolizione ma fortunatamente facendo parte del patrimonio dei Beni Culturali la sua distruzione rimase solo una cosa vana. Nonostante ciò, non si é ancora trovata la destinazione d’utilizzo e soprattutto l’investitore che possa ridar vita a questo albergo abbandonato. Ad oggi gli attuali proprietari cercano di mantenere l’edifico nelle migliori condizioni possibili anche con l’aiuto di un custode che sorveglia l’edifico da vandali e malintenzionati.
Di seguito un piccolo servizio televisivo, andato in onda sulla televisione Svizzera tedesca, dove si vedono scorci di vita mondana e interni dell’albergo.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo albergo abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di Grand Hotel abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Svizzera?

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