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Ci troviamo in Bulgaria, al cospetto di una abbazia abbandonata, vicino alle rive del fiume Iskăr, in un tratto dove il fiume si snoda tra inaccessibili rocce di una gola. È una fredda giornata primaverile e il paesaggio è reso magico da una inaspettata nevicata notturna. In questo pittoresco luogo fu costruito nel XIV secolo il Monastero di Cherepish, ancora oggi luogo di culto. A pochi metri di distanza, invece, si trovano diversi altri edifici legati alla religione, oggi abbandonati.

Tutto inizia nel 1902, anno di fondazione della Scuola Teologica di Sofia, un istituto che divenne nel corso degli anni molto prestigioso. Durante la seconda guerra mondiale gli edifici dell’istituto furono danneggiati dalle bombe aeree, costringendo gli studenti ad essere evacuati in vari luoghi del paese, tra cui Cherepish, dove fino al 1947 alcune classi furono temporaneamente trasferite in edifici costruiti di fianco alla ferrovia. Alla fine della guerra le lezioni ritornarono nell’edificio del seminario di Sofia, ma nel settembre 1950 il nuovo governo comunista decise di utilizzare il palazzo per il Ministero della Pubblica Istruzione e esiliò la Scuola Teologica nei vecchi edifici a Cherepish. Lì la vita dei seminaristi durò fino al 1990, quando dopo la caduta del regime comunista, l’Accademia riacquistò la sua proprietà a Sofia. Da quell’anno gli edifici Cherepish dell’abbazia abbandonata sono abbandonati. Una guardia fu inizialmente posta a sorveglianza del luogo ma negli anni tutto fu lasciato al degrado.

Quella che stiamo per visitare è l’abbazia abbandonata costruita dai seminaristi allontanati da Sofia, intitolata a San Clemente di Ocrida (Св. Климент Охридски). L’interno della chiesa era abbellito da molti affreschi mentre l’esterno era arricchito da un nartece, decorato con colonne, da cui si erige il campanile. Poiché nel Seminario si studiava anche il canto liturgico, per i coristi fu riservato un ampio balcone detto “emporium”. Anche il giardino intorno al tempio era molto curato. Al centro si scorge ancora una sorgente in pietra dalla quale sgorgava acqua, dissetando i visitatori.

Purtroppo l’umidità e le infiltrazioni d’acqua stanno lentamente distruggendo gli affreschi e dei dissesti del terreno creano pericolose crepe inclinando le mura principali. Visitare questa abbazia abbandonata evoca sentimenti contrastanti. Da un lato il tranquillo e pacifico silenzio accompagnato solo dal canto degli uccelli. D’altra parte, la chiesa vuota e gli sguardi indagatori dei numerosi santi dimenticati, mostrano che tutto è deperibile, anche gli edifici chiamati a servire Dio.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa abbazia abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di chiese abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Bulgaria?

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