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E se vi dicessimo che questa meraviglia è un palazzo storico abbandonato? Tutto comincia così.

In realtà quello che organizzammo a casa nostra quella domenica, fu un semplice e tranquillo pranzo tra amici, una rimpatriata, visto e considerato che era da parecchio tempo che non ci si vedeva. Dopo una mangiata epocale del miglior pesce dell’Adriatico, scelto dall’occhio esperto di Alex e cucinato dalle sapienti mani di Valentina, eravamo soddisfatti e alticci quanto basta, tanto che il buontempone Alessandro propone un’esplorazione per concludere in bellezza la fantastica giornata.

Decidemmo così di recarci in un borgo storico non molto lontano per controllare qualche location rimasta in sospeso.

Arrivati in paese iniziamo a gironzolare e ad infilarci nei vicoli, notando una discreta quantità di potenziali luoghi abbandonati. Come accade sempre, i nostri borghi, soprattutto nelle zone più interne, sono costellati da edifici dismessi e sono una vera e propria miniera d’oro per gli amanti dell’urbex. Ma, se da una parte godiamo soddisfatti di questa abbondanza, dall’altra non possiamo che riflettere mestamente su come i nostri paesi, questi splendidi scrigni di tradizioni e di sapere si stiano lentamente disfacendo, nella noncuranza e spesso nell’impotenza della politica locale.

Con grande sorpresa, durante il nostro vagabondare, notiamo una porta di facile accesso a un palazzo storico abbandonato all’apparenza abbastanza anonimo. Una volta entrati ci ritroviamo in una sala non molto grande, ma tappezzata di quadri, il che suscita in noi un rinnovato interesse per quell’edificio.

In un angolo buio della stanza noto una stretta scala a chiocciola, che salgo fino a trovarmi in un corridoio. Le varie stanze che sia aprono su di esso sono ugualmente ricoperte di quadri.

Al piano superiore troviamo di questo palazzo storico abbandonato altre due camere da letto interamente arredate, ma la cosa paradossale che ho notato era che accanto alla presenza preponderante di numerosi quadri inerenti al comunismo e al socialismo (c’era anche un Busto di Lenin), in una delle camere da letto era appesa alla parete una grande foto di un gerarca fascista locale… ma chissà… i misteri della vita, magari in questa casa hanno abitato al contempo due fratelli dalle opposte visioni politiche.

L’arrivo del buio ci ha impedito di indagare più a fondo la storia di questo luogo, perché si sa, nei paesi bisogna sempre saltar fuori prima di sera, per non passare per ladri ed evitare guai.

Sta di fatto che concludemmo questa fantastica domenica spensierata tra amici ricca di mangiate, bevute e tante grasse risate con una sana esplorazione finale.

Come sempre si dovrebbe fare.

 

testo di Alex Hateful e Valentina Santamaria
foto di Marianna Arduini

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo palazzo storico abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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