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Nonostante questa industria elettrica abbandonata sia vicina alla mia città, le informazioni in mio possesso sono pressoché nulle. L’unica persona che mi abbia saputo dare qualche notizia fu il padre di una mia amica che faceva il carrozziere, ora in pensione.

La fabbrica si presenta come un unico capannone con degli uffici ricavati nella parte anteriore. Entrare è facilissimo dato che il cancello principale è quasi aperto e tra esso e il muretto ci si passa tranquillamente nonostante l’erbaccia che cresce incontrollata.
All’interno è pressoché vuoto, oggetti e suppellettili di potenziale valore sono stati portati via o asportati.
Resta giusto qualcosa sulla sua storia ricca di prodotti. Infatti questa industria elettrica abbandonata produceva condensatori di corrente, quadri elettrici, macchinari e attrezzatura per stagnatura e saldatrici elettriche e ad arco per aziende.

La ditta nata nei primi anni ’70 del secolo scorso era leader nella zona per la produzione di materiale elettrico, non so per quale ragione nel 2009 un istanza di fallimento fa cessare l’attività.
Come purtroppo scrivevo prima, ho trovato poche informazioni, ma le più significative sono sulla qualità dei prodotti, le saldatrici anche nelle mani di operai poco esperti univano i metalli in maniera perfetta senza sbavature.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questa industria elettrica abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di fabbriche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

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