Skip to main content

Una villa abbandonata, i suoi sorveglianti e la chiave musicale sono questi gli elementi dell’esplorazione di oggi.

Avete presente quelle giornate che non iniziano esattamente per il verso giusto? Ecco, questa è una di quelle. E con “non inizia nel verso giusto” intendo per esempio…rischiare di essere assaliti da cani feroci affamati di sangue. Ebbene sì, io e il buon Valerio ce la siamo vista brutta. “Ve la siete anche cercata” penserete voi. Tecnicamente, non avete nemmeno tutti i torti. Ogni qual volta si entra in un luogo abbandonato, infatti, sappiamo perfettamente quali sono i rischi del mestiere. Stavolta, però, abbiamo delle attenuanti. L’abitazione particolare nella quale siamo entrati è alla portata di tutti e, soprattutto, vede alle sue spalle la roulotte di un nomade che non si preoccupa minimamente di tenere a bada i suoi “cuccioli”. Dopo qualche foto insomma, tornando alla macchina, veniamo rincorsi e assaliti da due cani molto grandi e da uno più piccolo. Veniamo salvati dalle nostre lunghe leve e da un cavalletto fotografico in carbonio. Ma andiamo oltre. La seconda meta della giornata è quella che ci interessa. Da tempo osserviamo una casa a tre piani abbandonata. L’esterno è molto fatiscente e, ovviamente, attira la nostra curiosità. Abbiamo già provato ad entrarvi ma siamo stati fermati da un acquazzone talmente forte che impediva addirittura la viabilità. Oggi, però, splende il sole. Niente ci impedirà di entrare. Niente tranne i rovi. Tanti rovi. Troppi rovi.

Per fortuna i nostri urbex-pantaloni sono molto resistenti alle piante selvagge ed evitano ai nostri arti inferiori fastidiosi e visibili tagli. Su quelli superiori, invece, qualche segno rimarrà. La parte più ardua, però, è passata e siamo davanti l’ingresso di questa villa. Il portone è per metà aperto ed entriamo, quindi, senza particolari problemi. L’atmosfera al piano terra è abbastanza squallida: stanze vuote e mobili accatastati non sono il massimo da fotografare. Ai piani superiori della villa abbandonata le cose cambiamo drasticamente. Il particolare che più mi colpisce è un libricino di pagine bianche la cui copertina è pelle decorata con pietre ed una chiave di violino metallica. Sicuramente un lavoro fatto a mano da qualche appassionato di musica. Questa meraviglia, infatti, è stata lasciata di fianco ad un pianoforte ormai dismesso. “Ma come è possibile abbandonare un oggetto del genere?” mi chiedo. Attaccato ai muri di uno dei bui corridoi trovo anche uno strano quadretto. È piccolissimo ma allo stesso tempo pieno di fascino e di dettagli. Riproduce in miniatura una stanza di una casa di montagna probabilmente. Si tratta in realtà di un vero e proprio quadro in 3D in quanto i mobili di questa mini camera sono ricostruiti fedelmente a mo di modellino. Mi piace pensare che tanta manualità e dedizione provengano dalle stesse dita che hanno realizzato il libricino con la chiave musicale.

La parte che più ci colpisce, però, è l’ultimo piano. Un porticato interno con tanto di colonnato si affaccia sulla vallata e ci regala una vista mozzafiato. Di fianco, una stanza con tanto di vasca da bagno abbandonata. Sembra un set, lasciata lì appositamente per delle foto glamour. Purtroppo, non abbiamo nessuno che posi per noi. Anche se in fondo è meglio così, lasciamo spazio ai raggi di sole che filtrano dalle persiane. Troviamo anche il tempo per raggiungere il tetto di questa villa e, per quanto sia disastrato, ci godiamo ancora meglio la visione del panorama.

Non descrivo per decenza la nostra risalita fra i rovi per tornare alla macchina, potreste prenderci in giro per anni. Resta il fatto che questa villa abbandonata fu sicuramente un’abitazione privata di qualche nobile famiglia del luogo. Non ritroviamo, però, documenti o immagini che ci possano aiutare con la ricerca della storia di questo edificio. Rifletto ancora una volta sul come una palazzina così rifinita possa essere decaduta e come alcuni oggetti come un pianoforte non possano aver trovato migliore sistemazione prima di marcire definitivamente. Questo fa sempre un po’ male, culturalmente parlando.
Ci dirigiamo verso casa parlando di cani, cavalletti e musica. La conclusione ideale per una giornata che poteva finire ben peggio di così…tagli sulle braccia a parte. A tal proposito, amici lettori un consiglio: abbiate sempre con voi dei pantaloni adeguati e nulla vi fermerà, nemmeno i rovi!

Prima galleria fotografica: Valerio Fanelli

Seconda e terza galleria fotografica: Matteo Montaperto

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supportaci e tesserati alla nostra associazione. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Se questa villa abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Lazio?

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, e sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio.

(Visited 1.732 times, 3 visits today)
Rating: 4.5/5. Dai voti4.
Attendere....