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Il Grand Hotel Verdala è da sempre una sorta di istituzione a Malta.

Si è sempre trovato lì dove doveva essere, dal 1971, anno della sua apertura. E lì è rimasto anche quando, dopo il 1997 la sua vita si è fermata.

Ma il suo enorme scheletro, figlio degli spensierati abusi edilizi degli anni ’70 – che sono prepotentemente tornati in auge nell’Arcipelago Maltese nell’ultimo decennio – ha rovinato la visuale che da mezza isola guarda alla collina su cui sorge la meravigliosa Mdina, vecchia capitale prima de La Valletta, meglio conosciuta come “the Silent City”.

Si trattava di un Grand Hotel a cinque stelle, chiaramente secondo gli standard del tempo adeguati a Malta (dove andrebbe tolta una stella a ogni hotel attualmente presente), ed è stato fino ad un mese fa, quando hanno iniziato ad abbatterlo, il più grande edificio abbandonato in tutta la nazione.

Al suo posto è prevista la costruzione di tre nuovi blocchi, di cui due saranno destinati ad appartamenti e uno a hotel.

Il mio ingresso risale a qualche tempo fa, quando vivevo sull’isola e mi dilettavo nel tempo libero a praticare questo strano hobby chiamato esplorazione urbana… e a pensarci bene fu un po’ una ribellione al sistema, vedendola oggi a distanza di qualche anno. Perché specialmente a Malta, dove negli ultimi anni si è assistito ad una cementificazione selvaggia che ha rovinato l’anima stessa dell’isola, infilarsi in una struttura abbandonata così grande è equivalso a dirigere sguardo e pensiero altrove, controcorrente, verso zone buie all’epoca non percepite da altri. Altri, che erano invece intenti a brutalizzare Sliema, Msida, Saint Peter’s Bay e i cui tentacoli stavano iniziando ad avvicinarsi pericolosamente a Marsaskala e a Gozo, invece che riqualificare i grandi scheletri di cui Malta è piena.

Entrare nel grand hotel pentastellato fu relativamente semplice, pur se dovetti tirar fuori la solita e proverbiale nonchalance, fregandomene della moltitudine di abitazioni, finestre e persone tutt’attorno. Per fortuna, come già detto, il focus a quel tempo non era l’Hotel Verdala.

Una volta dentro debbo ammettere che la visita non si rivelò troppo soddisfacente. Il grand hotel era già estremamente devastato e depredato, venendo da un ventennio di abbandono. I piani alti soprattutto sembravano semplici rimasugli di lavori interrotti, e non saprei dire se fossero originariamente incompiuti o dovuti a tentativi successivi di ristrutturazione. I pochi mobili ancora presenti in qualche stanza erano caratterizzati dal pessimo gusto dei peggiori anni ’70 e non mi hanno particolarmente ispirato negli scatti: fotograficamente parlando, questo tipo di luoghi mi permettono di esprimermi al mio peggio.

Uniche cose degne di nota, un pianoforte sventrato e appena riconoscibile e la sala del centralino con pulsantiere e telefoni ancora miracolosamente intatti, almeno in apparenza.

Ma il vero valore di questa esplorazione non è tanto ciò che trovai al suo interno, ma risiede nella memoria e nella nostalgia che questi scatti evocheranno in chiunque cercherà tracce del Grand Hotel Verdala, che dominò l’isola per quasi 50 anni dalla sommità della sua collina.

Qui potete vedere il video della distruzione appena iniziata:

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.

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Se questo grand hotel ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di Grand hotel abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati di Malta?

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