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In un piccolo paese rurale marchigiano, lontano dal rumore assordante del tran tran quotidiano, se ne sta sola soletta questa casa bottega abbandonata con annesso negozio di generi alimentari, uno di quelle attività immancabili prima dell’avvento dei grandi centri commerciali.

La palazzina si divide in tre piani: cantina/garage, piano terra con negozio e infine primo piano abitato della famiglia. Una famiglia amante della musica, possiamo trovare ancora dischi 33 e 45 giri e richieste in carta bollata datate anni ’30, di permessi al Podestà locale, per la realizzazione di concerti in piazza e di spettacoli teatrali. Finita la guerra la corrispondenza si intrattiene con il sindaco sempre per le medesime richieste.

La casa bottega abbandonata è ancora tutta ammobiliata con vistose crepe e segni di cedimento che corrono per tutta la casa, sul divano trovo anche una collezione di tessere del partito comunista e sui tavoli la corrispondenza e i dischi di musica.

Poi mentre do un’occhiata ai dischi in vinile, vengo catturato da una busta semitrasparente con all’interno quello che sembra un cappello piumato. Aprendo l’involucro salta fuori niente di meno che un cappello di fanteria degli alpini. Faccio una piccola ricerca sul fregio e sulla piuma con nappina e scopro che il padrone del copricapo apparteneva al genio pionieri e aveva fatto il militare o era militare di professione prima del 1986, infatti in quell’anno venne raggruppato nel 2º Reggimento genio guastatori alpino, che ha un altro fregio. Continuando ad esplorare saltano anche fuori le foto del milite in uniforme di leva.
Dopo aver esplorato più o meno tutto di questa casa bottega abbandonata (il bagno era pieno di scatoloni accatastati colmi di cianfrusaglie), mi concedo ancora qualche minuto a leggere la corrispondenza per capire di più sulla storia di questa casa bottega abbandonata, ma purtroppo non riesco a reperire informazioni aggiuntive, il resto lo lascio agli scatti.

Se questa casa bottega abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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