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Come nella migliore tradizione, la discoteca Ekò nasceva come dancing room nel 1970, con il nome di Golden Boy. Un locale mai visto prima, un’unica struttura a forma di ufo, con una cupola formata da piccoli mattoncini rettangolari perfettamente incastrati l’uno all’altro che la rendevano completamente autoportante e antisismica: vera avanguardia architettonica per l’epoca. La particolare forma garantiva inoltre un’acustica eccezionale. In quegli anni spopolavano le performance live degli artisti del tempo: Dik Dik, Patty Pravo, Mina, i Camaleonti…

Negli anni Ottanta iniziava la trasformazione in vera e propria discoteca, alternando DJ set di artisti locali come David Lee e Vasco Dovichi a performance live di artisti come Sabrina Salerno, a quel tempo regina del genere musicale chiamato “italo disco”, o “discomusic all’italiana”. Un grande successo fino al 1989, anno che segnava la fine di questo primo ciclo di vita, e la sua temporanea chiusura.
Solo quattro anni più tardi, nel 1993, una nuova gestione ne cambiava il nome in Ekò, trasformandolo in un locale di tendenza tipico degli anni Novanta, sulla scia di altre grandi discoteche di successo come l’Insomnia o il Club Imperiale. Alla fine del decennio però si decideva un nuovo cambio di rotta. O una vera e propria retromarcia, perché pur mantenendone il nome, si tornava praticamente alle origini, con liscio e orchestre da tutta Italia. Chiudeva definitivamente i battenti nel 2013, dopo 43 anni di storia. La struttura oggi è ancora lì, in stato di abbandono ma ancora intatta, in attesa che qualche nostalgico decida di tentare una nuova avventura musicale.

 

Ascosi Lasciti Emilia Romagna

Simone Nanetti

Se questa discoteca abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di discoteche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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