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LOCALI e DISCOTECHE abbandonateTOSCANA urbex

Ballare in un’astronave

Articolo di Gennaio 4, 2022Luglio 18th, 2025Nessun commento

Nata nel 1970 come Golden Boy, la discoteca Ekò ha una storia che affonda le radici nella migliore tradizione dei dancing room. Questo locale era una vera e propria visione per l’epoca: un’unica struttura a forma di UFO, con una cupola avveniristica fatta di mattoncini rettangolari incastrati alla perfezione, che la rendevano completamente autoportante e antisismica. Un’autentica meraviglia architettonica che garantiva anche un’acustica straordinaria, perfetta per le performance live degli artisti che spopolavano in quegli anni, da Dik Dik a Mina, passando per Patty Pravo e i Camaleonti.

Gli anni Ottanta segnarono la trasformazione del Golden Boy in una vera e propria discoteca. Ai DJ set di talenti locali come David Lee e Vasco Dovichi si affiancavano le esibizioni dal vivo di icone della musica come Sabrina Salerno, regina indiscussa dell’italo disco. Un successo travolgente che durò fino al 1989, anno che segnò la fine di questo primo ciclo e una temporanea chiusura.
Quattro anni più tardi, nel 1993, una nuova gestione riaprì il locale con il nome di Ekò. Trasformatosi in una discoteca di tendenza, sulla scia di altri grandi successi degli anni Novanta come l’Insomnia o il Club Imperiale, l’Ekò cavalcò l’onda della modernità. Tuttavia, alla fine del decennio, si decise per un radicale cambio di rotta, quasi un ritorno alle origini. Mantenendo il nome Ekò, il locale riabbracciò la musica liscio, ospitando orchestre da tutta Italia. La sua storia si concluse definitivamente nel 2013, dopo ben 43 anni di attività.

Oggi, la struttura dell’Ekò è ancora lì, abbandonata ma sorprendentemente intatta. Un gigante dormiente che attende solo che qualche nostalgico decida di risvegliarla per intraprendere una nuova avventura musicale, riportando in vita i suoi fasti passati.

Se questa discoteca abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di discoteche abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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