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Quella che vi propongo oggi è una doppia esplorazione. Due luoghi abbandonati: doppio piacere per gli occhi. Non capita spesso di trovare posti simili. Si tratta infatti di un’enorme proprietà abbandonata, composta dalla villa principale e dalla sua dependance, immersa in un vasto parco privato.

Metto gli stivali. Dopo aver percorso per diversi metri una fangosa strada di campagna riesco a trovare un punto di accesso per introdurmi nel parco. E’ chiaro che sono molti anni che non viene fatta manutenzione, infatti devo farmi strada tra grandi alberi caduti e vegetazione molto fitta. Quando arrivo davanti alla casa abbandonata ad accogliermi è un cane. Ma non un vero animale, bensì una grossa statua in ceramica che riproduce un levriero a grandezza naturale.

La porta è aperta. La attraverso e mi ritrovo in un grandissimo ingresso intervallato da arcate in cui trovo la statua del cane di fianco alla porta, quasi come a fare da guardia.
Un grande divano angolare  rivestito con velluto verde davanti a un imponente caminetto in marmo delle stesse tonalità del divano. Inizio ad aggirarmi attraverso le stanze tra cui un più raccolto salottino con un altro imponente camino, poltrone e divani decorati con tessuti floreali e diversi libri sparsi ovunque. Continuando l’esplorazione mi imbatto in un piccolo bagno molto elegante e una stanza buia e pressoché vuota. Dall’altra parte invece si trova una grande sala da pranzo con uno scenografico tavolo in vetro sorretto da due sostegni a forma di vaso, molto particolari.

Attraversando nuovamente l’ingresso giungo nelle ex cucine: questa casa non era una semplice abitazione ma i proprietari organizzavano svariate feste. La famiglia, di cui poco si sa, doveva essere particolarmente numerosa, viste le dimensioni e le attrezzature delle cucine.

Solo salendo le scale della proprietà abbandonata si arriva al “punto forte”, ovvero un enorme salone con il soffitto in legno. L’ambiente è illuminato da grandissime vetrate ed ospita un biliardo, un soppalco in legno rustico, un raccolto angolo per la “zona pranzo” e una lunghissima parete attrezzata a libreria (con ancora molti volumi al suo interno).

Il tempo sembra essersi fermato in quanto sono ancora presenti molti arredi ed è chiaro solo il passaggio di ladri e vandali. Allo stesso piano si trova quella che era la suite padronale composta da una camera da letto dalla quale poi si accede ad una grande cabina armadio ancora ricolma di abiti e vestiti, successivamente un grande bagno con una vasca idromassaggio. Dal corridoio si giunge ad un altro piano che ospita altre due camere da letto e un grazioso bagno di servizio raccolto e mansardato, rivestito da piastrelle di colore bianco e blu. 

Aggirandomi nelle varie stanze trovo diverse fotografie. Alcune ritraggono feste e banchetti nel grande salone con il biliardo e altre che ritraggono gli esterni e con diversi cani, infatti aggirandomi nella proprietà abbandonata trovo una zona con diversi recinti impiegati per i vecchi allevamenti cinofoli. E non solo. La proprietà abbandonata ospita anche una zona piscina.

La villa principale è un edificio antico ristrutturato nel tempo. Mentre mi dirigo verso la dependance capisco che quest’ultima è stata costruita successivamente, negli anni ’70. Ma chiamarla depandance sarebbe indecoroso: si tratta di un’ulteriore villa, più modesta, ma comunque curata ed elegante; veniva usata per gli ospiti. La vera depandance è rappresentata da una terza modesta dimora raccolta che sicuramente ospitava i custodi. Tutto è decadente, gli intonaci sono scrostati e molta è l’umidità. Purtroppo non riesco a capire di più sui motivi e sul periodo dell’abbandono, che comunque è recente. Vi lascio con questo dubbio. 

Se questa proprietà abbandonata ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Piemonte?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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