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21 febbraio 2022 la villa Imperiali Becker brucia ancora, esalando probabilmente il suo ultimo respiro dopo che, il 14 febbraio, in mattinata, è iniziata la lunga agonia, per un incendio di natura dolosa.
La villa sembrava celata, e quindi protetta, agli occhi di tutti. Immersa nel suo enorme parco che la nasconde agli occhi dei Torinesi, ignari del tesoro che da secoli giace dietro quella fitta vegetazione. La sua storia è annebbiata e dimenticata, così come fitta coltre di fumo che oggi 21 febbraio, torna ad avvolgerla malauguratamente.

La storia: Villa Becker fu fatta edificare ad inizio 600 da Ludovico San Martino di Agliè che vi abitò fino alla sua morte nel 1664, anno in cui la casa passò in mano al celebre nipote Filippo d’Agliè, favorito della reggente Maria Cristina. Cambiò proprietà numerose volte, nel corso del 700 e dell’800, subendo sostanziali modifiche strutturali.
Ma solo nei primi 900 venne acquistata da Sir Walter Friedrich Becker, diplomatico e importante uomo d’affari inglese innamorato dell’Italia al punto da acquistare la villa è farne la sua dimora. Fu proprio lui che tra il 1903 e il 1911 affidò i lavori di ristrutturazione al prestigioso architetto torinese Pietro Fenoglio. Becker non era solo innamorato dell’Italia ma anche di sua moglie, Delphine de Martelley, al punto da far “nascondere” numerosi delfini, chiara metafora del suo amore, nei decori della villa tra affreschi e stucchi. La dimora venne citata in alcune lettere e successivamente in un romanzo di David Herbert Lawrence, che vi soggiornò nel 1919 e ne rimase stupefatto per la sua bellezza. (Piccola curiosità: lo stesso Lawrence soggiornò e abitò in un’altra bellissima dimora, Villa Bianca sul mare, anch’essa abbandonata per decenni ed oggi recuperata nella provincia di La Spezia. Guarda qui una foto di come si presentava da decadente.)

L’inizio del declino. Nel 1927, alla morte del sig Becker la villa rimase alla moglie, Delphine.
Delphine si sposò successivamente con il Marchese Demetrio Imperiali di Francavilla, 30 anni più giovane di lei, che erediterà a sua volta la dimora insieme a tutto l’ingente patrimonio Becker…che dilapiderà in pochi anni!

E dopo? Le ultime testimonianze ufficiali della dimora si hanno dalla figlia di Demetrio, Caterina Elena Maria Imperiali dei Principi di Francavilla, in arte conosciuta come Katye Boyle (celebre conduttrice televisiva e attrice britannica) che amava soggiornarvi e la descrisse in modo molto vivo nella sua biografia “what this Katye did” pubblicata a Londra nel 1980.

L’abbandono. Nei decenni successivi, il buio e il declino più totale. Non si ha una data certa sul suo definitivo inutilizzo, probabilmente tra fine anni ’80 e inizi anni ’90; già nel 2007 giaceva come un fantasma al punto che Dario Argento vi girò alcune scene del film “La Terza Madre” senza dover ricorrere a effetti speciali perché risultava già spettrale e perfetta così.

Fino a pochi anni fa, se pur stanca e malandata, villa Becker era ancora in condizioni relativamente buone (guarda qui le foto); da due anni tuttavia, quando si era diffusa la voce della sua presunta vendita, la situazione è degenerata a vista d’occhio. I vandali hanno infierito sulla carcassa e ne hanno fatto il loro parco giochi.
Persino un regista relativamente noto, ruppe alcuni degli arredi solo per la realizzazione della sua videoclip. Pubblicammo e denunciammo il suo video (guarda qui sulla nostra pagina fb). I pochi arredi e poltrone rimaste sono finite giù dai balconi, le persiane serrate da decenni sono state divelte, i brandelli delle pregiate tappezzerie strappati, sono comparse ovunque scritte dei writers.

L’oblio e poi le fiamme. Tutto giaceva in silenzio, fino alla mattinata del 14 febbraio 2022 in cui un incendio di natura dolosa ha completamente distrutto il tetto di Villa Becker, l’ala sinistra è totalmente collassata e il magnifico corridoio in cui le volte finemente affrescate hanno ceduto. Potete vedere alcune mie foto di confronto tra prima e dopo.
Eravamo in attesa di un risvolto delle indagini che al momento imputavano l’accaduto ad un banale incidente, quando, il 21 febbraio viene acceso un secondo fuoco, che determina certamente la fine di una lunga agonia. Saranno trovati i colpevoli?

Non avremmo voluto darvi quest’ulteriore brutta notizia su villa Becker, ma informare chi ci segue implica anche affrontare temi sgradevoli.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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