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La nostra meta ha un nome e una posizione: non è dettata dal caso come spesso accade, il luogo che vi mostriamo oggi, un convento abbandonato, è in cima ad un impervio colle, un edificio risalente alla prima metà del XIII sec.

Lo sfondo è la classica giornata invernale, dove la nebbia ti accompagna fin da quando ti alzi e il freddo è così pungente che penetra nelle ossa.
Insomma, una giornata perfetta per esplorare.

La fitta nube a livello terra, circonda tutte le colline intorno. Quasi perdiamo il senso dell’orientamento e il contesto ricorda un po’ quei film di paura degli anni ’90.

Da fuori, l’edificio “parla chiaro”: i diversi interventi di ristrutturazione eseguiti in periodi successivi hanno variato e ampliato la struttura del convento che, successivamente, è stato impiegato anche come noviziato.
Recentemente una parte del complesso è stata restaurata e rinforzata, come per esempio il tetto e la zona della chiesa. Anche se vuota quest’ultima, è un piccolo gioiello.
Ve ne mostriamo gli interni.

Facciamo attenzione a come muoverci: nel pavimento sono presenti diverse fessure, dove si intravedono pure alcuni resti umani. Nel corso degli anni il convento ha ospitato diversi uomini di chiesa i cui nomi sono noti in tutto il territorio marchigiano, e non solo.
La navata principale della chiesa, tra l’altro l’unica restaurata, è interamente bianca, mentre quella laterale conserva ancora nelle volte e sui muri, diversi affreschi risalenti al 300 e 500.
Le sculture e altri quadri, di valore storico e culturale, dopo il terremoto sono stati messi in sicurezza dal comune.

Se questo convento ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di conventi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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