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La frazione o località di Ca’ di Vara sorge a 140 metri sul livello del mare.
Le case sono arroccate su un piccolo affluente del fiume Vara, nascoste, da un lato, da uno scosceso colle boschivo e, dall’altro, dal ponte che cinge il corso d’acqua. Durante la nota alluvione che nel 2011 arrecò grossi danni al territorio, la porzione più esposta dell’antica contrada se la cavò con pochi allagamenti.

Sono presenti a Ca’ di Vara complessivamente 3 persone: due maschi e una femmina.
Sette in tutto sono gli edifici, ognuno costruito in muratura portante, senza impiego di cemento armato o altri materiali, quali acciaio o legno. Di questi, impiegati tutti a scopo residenziale, nessuno è censito come in “ottimo stato”. I due ancora abitati sono in buone condizioni. Gli altri 5 versano in stato di fatiscenza o sono addirittura prossimi a divenire ruderi.

Ca’ di vara sta diventando un paese fantasma.
Fa particolare suggestione la dimora più grande, destinata ad accogliere preti e frati. Ancora oggi sono presenti, all’interno, testi biblici, paramenti sacri, ma anche moltissimi oggetti di vita quotidiana. Al centro, giace la tavola, polverosa ma ancora imbandita, che mostra prodotti, usi e costumi di un tempo. Il piano sottostante non è raggiungibile da alcuna scala. Bisogna uscire e fare il giro del paesicolo.

Si trova all’estremità interna di Ca’ di Vara.  Dal lato monti infatti è possibile fare capolino nella “cappelletta della fertilità”: trattasi di un grazioso mini-abside dalle pareti color salmone, che si trova al piano inferiore della dimora clericale sopracitata. La flebile luce che riesce a filtrare dall’inferriata posta sul lato destro, accende i toni della stanza e illumina l’uscita, quasi ad invitare il passante a non soffermarsi troppo. Come a dire “E’ tempo di proseguire il tuo cammino.  E’ tempo di lasciarsi alle spalle questa piccola perla incastonata tra le pietre fluviali e la rigogliosa flora mesofica, per proseguire il tuo tour non-convenzionale attraverso la graziosa Val di Vara.”

Se Ca’ di Vara ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di paesi fantasma. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Liguria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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