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Un giorno qualunque in una delle più belle e antiche cittadine sull’isola, mi imbatto in un curioso studio legale abbandonato da oltre 40 anni.

Passeggiando senza meta, seguendo percorsi casuali e fuori dalle vie principali, mi imbatto in questo palazzetto malconcio che subito attira la mia attenzione. Sembra abbandonato, ma l’esperienza mi dice di fare attenzione. Malta, a differenza dell’Italia, richiede uno sguardo più attento. Pochi giorni prima mi ero infilato in una porta stranamente aperta e in quello che credevo essere un palazzo abbandonato, per poi trovarmi faccia a faccia con una famiglia intenta a preparare il pranzo. Faccia di bronzo, scuse (fortunatamente accettate) e via di corsa. I maltesi non prestano molta attenzione alla manutenzione degli edifici, e si possono prendere facilmente degli abbagli.

Cerco quindi di trovare segni più evidenti di abbandono, che si manifestano con un discreto strato di polvere sulla maniglia della porta principale e con una tana di ragno nel buco della serratura. Questo, unito alle pessime condizioni esterne e degli infissi, mi convincono infine di trovarmi davanti a un luogo effettivamente in disuso.

Il prossimo passo è capire come accedere senza fare troppo chiasso e senza allertare i vicini, trovandosi in un vicolo molto stretto e con molte case abitate attorno. La fortuna è dalla mia e dopo appena dieci minuti sono dentro.

Mi ritrovo in uno studio legale abbandonato, uno spazio buio ed angusto, composto da appena due stanzette, che sembra essere un vecchio ufficio polveroso. Non ci sono purtroppo scale che permettono l’accesso ai due piani superiori, che sono a parte e probabilmente di altri proprietari.

Resto un po’ deluso, ma non posso fare a meno di notare la ricchezza di oggetti concentrati in questi due miseri stanzini.

Dalle carte che trovo in giro riesco a capire che si tratta del vecchio studio di un avvocato, abbandonato da almeno 40 anni. Il grado di polvere e la mancanza di altre impronte sul pavimento confermano che sono il primo a metterci piede a distanza di decenni. L’unica sfortuna è che non ho con me tutta l’attrezzatura fotografica, e soprattutto sono senza cavalletto e faretto. Ma so anche che non potrò entrare di nuovo qui dentro facilmente.

Quindi decido di provare a fotografare nonostante le difficoltà.

Non sono un grande amante dei dettagli, ma il posto è pieno di libri, documenti antichi e fotografie.

Cerco di fare del mio meglio, diaframmi apertissimi e luce dello smartphone sicuramente non aiutano in fatto di nitidezza, ma almeno mi permettono di rendere l’atmosfera di questo luogo unico e intatto, nascosto nella pancia di quella che è una delle isole più affascinanti e misteriose del Mediterraneo.

Se questo studio legale abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di studi di professionisti. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati di Malta?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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