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Colline metallifere. Zone geotermiche. L’acqua sgorga qui con una portata di trentacinque litri al secondo, ad una temperatura tutt’altro che tiepida, con oltre quaranta gradi medi e picchi di sessanta per alcuni corsi, ed è catalogata come medio-minerale, bicarbonato-alcalino-terrosa. Unica nella zona, per l’elevata altitudine. Siamo a quasi cinquecento metri dal livello del mare. Le sorgenti erano consigliate per le affezioni delle vie respiratorie, per alcune importanti patologie articolari di natura degenerativa, infiammatoria o dismetabolica. Trattasi di due impianti distinti, che vi stiamo per mostrare, vicini, a poco più di duecento metri l’uno dall’altro.

Il primo era un club, con un’attività indirizzata ad un pubblico più giovane, che comprendeva camere, ristorante e piscina. Le feste ed i piccoli eventi venivano organizzati e svolti nei locali adiacenti alla grande vasca principale, posta al centro del giardino. La storia del centro termale rappresenta oggi solo uno dei tanti episodi di mala gestione. Perché? Tutto era sorto cavalcando l’onda del successo per la scoperta delle proprietà benefiche delle acque termali che scorrono nell’area, ma poco tempo dopo l’avvio, la società concessionaria fallì. Erano gli inizi degli anni ’90. Da allora regnano solo degrado e sporcizia, con qualche saltuario rave abusivo, in memoria dei vecchi tempi, nel centro termale abbandonato.

A distanza di poche centinaia di metri giacciono lungo la strada principale due fatiscenti edifici: un hotel con un grande salone, un banco-reception, una cucina e 3 piani di camere; aldilà della strada, un edificio alberghiero con tre piani di camere ed un interrato per gli impianti termali. In quest’ultimo si trovano le vasche idromassaggio, la cappella per gli ospiti e gli impianti per aerosol.

Incredibilmente sono stati lasciati a marcire scatoloni interi pieni di mascherine nuove, ancora confezionate. All’esterno, una serra vetrata ospitava le docce, permettendo alla luce naturale di filtrare fino a tarda giornata. A differenza del club, l’impianto appena descritto ha provato a rialzarsi con una rapida ristrutturazione, nel primo decennio dell’anno duemila, tentando una timida riapertura al pubblico. Troppo timida per la perdita d’interesse a cui è andato incontro il turismo locale; troppo “poco esplosiva” per il freddo umido che da anni consuma le stanze sempre più decadenti del complesso; troppo “poco chiacchierata” per rompere il silenzio assordante che riecheggia nei vani del club. Una “troppo tiepida” ripresa non poteva competere con l’abbandono ultra decennale di queste zone dalle acque estremamente calde, e così oggi regna ancora il degrado.

Se questo centro termale abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di centri termali abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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