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Tra un esteso lembo di mare, il Monte Somma ed il Vesuvio a sovrastarlo e, incastonato tra le onde uno scoglio da cui prende il nome il lido ”Rovigliano”, ti ritrovi catapultato nel cuore degli anni ottanta: quello che era uno degli impianti balneari più rinomati è però, ad oggi, la spettrale carcassa di un acquaPark in totale abbandono.
All’ingresso ti accoglie una enorme piscina totalmente divorata dalla vegetazione e, subito a destra, un capannone in cui è impossibile accedere e che si può presumibilmente ricondurre ad un’area svago in cui i bagnanti si riparavano dal sole, mangiavano gelati ed acquistavano gettoni per le docce.
Poco dopo ci si imbatte in una seconda piscina, poco più piccola della precedente, destinata ai bambini. Alle sue spalle, a qualche metro, un’area in cui si alternano le cabine ed i bagni.

Proseguendo ci si avvicina all’attrazione del sito, un acqua scivolo che si erge fiero tra i rifiuti della fetta di spiaggia che lo abbraccia e che, coi suoi colori ne contrasta il grigiore.
A conclusione di un doveroso quanto pericoloso ”viaggio” sulla struttura, ad oggi intatta ma visibilmente provata, ci si accinge verso la parte più esterna dell’impianto. Qui si trova la biglietteria (dalla quale si accedeva all’acqua scivolo) ed il famoso ”parcheggio alberato”. Un cartello ricorda i prezzi di sdraio, lettini ed ombrelloni; un mucchio di cabine smontate e accatastate in un angolo conservano intatta la numerazione; un paio di casupole provviste di angolo cottura custodiscono numerosi cimeli e un cortiletto in cui ”sosta” silenzioso un motoscafo.

L’Eurolido Rovigliano nasce agli inizi degli anni 50, assiste al suo massimo splendore circa un ventennio dopo la sua apertura e resta in vita fino all’arrivo del nuovo millennio. La società viene fondata e gestita da quattro fratelli originari del posto che l’hanno resa la punta di diamante delle ”zone di mare” dell’epoca.

Ad oggi ogni proposta di riqualificazione di questo grande acquaPark in evidente abbandono appare vana, pertanto le piscine e l’acqua scivolo sono destinate a restare a secco di acqua ancora per molto tempo.

Se questo acquaPark in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di acquapark abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Campania?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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