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“Non dimenticherò mai il viso e gli occhi di quella donna”.
Parla il proprietario di questo ex immobile di cui, come sempre, manteniamo l’anonimato e la segretezza dell’ubicazione per motivi di tutela dello stesso, di sicurezza individuale (data la precaria stabilità della struttura) e, oggi più che mai, di Privacy.

Eh già, perché purtroppo, senza addentrarci nei meandri della vicenda, il proprietario di questa palazzina in degrado altri non è che un famoso imprenditore locale, nell’ambito del turismo, colpito da una triste vicenda di cronaca nera accidentale che ha riguardato due suoi clienti.
Tre sono le sue attività legate al settore ricettivo, portate avanti da oltre vent’anni con professionalità e accuratezza. “I turisti sono la nostra famiglia” recita così sul giornale locale l’erede di una dinastia che da sempre opera in quell’ambito, “con la voce rotta dalla commozione”.

Non si conosce bene il motivo dell’abbandono di questo splendido immobile a tre piani, ridotto oggi ad una palazzina qualunque in totale degrado. Poco rimane integro al suo interno: i vani superiori stanno crollando, tra il peso del tempo, delle infiltrazioni e dei cumuli di guano dei volatili che nidificano nel sottotetto. “Un piano che cade”, il secondo.
Al primo, si intravedono ancora oggi i decori sbiaditi dei muri della sala. La stanza da letto palesa una bellissima carta da parati sgualcita con motivi color cuoio su un marrone cioccolato. Nel vano centrale, un grazioso piano a muro. Anch’esso ormai cade a pezzi, ricoperto di sterco, e giace inutilizzabile davanti alla libreria incassata nella parete, traboccante di riviste antiche. Alcuni libri sono datati 1945. Ve ne mostriamo un esempio in foto.

I piani sottostanti, svuotati da ogni arredo, fanno comunque trapelare un certo sfarzo: i drappi rossi contrastano magnificamente con gli archi divisori degli ampi saloni candidi di stucco e abbelliti in marmo bianco.
L’abbandono purtroppo non è testimoniato dal alcun calendario o diario, ma è certamente riconducibile almeno al ventennio scorso, dunque prima del duemila. La proprietà è chiusa per impedire l’accesso ad intrusi e ragazzini curiosi, ma quanto ancora le sue mura reggeranno il peso dei suoi anni di incuria? Tale è la precarietà strutturale che, mentre si attraversa il marciapiede sottostante, viene da dire, quasi sussurrando, “Piano, che cade!”

Se questa palazzina in degrado ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di palazzi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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