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Quella che andiamo a mostrarvi oggi è una sontuosa villa medicea, disabitata e priva di manutenzione.
La dimora affonda le sue radici agli inizi del´700, per mano di un ufficiale molto vicino alla diocesi. Con i suoi mille metri quadrati disposti su quattro piani, il complesso gode di una favorevole vista sulla vallata, una depandance adiacente e una cappella consacrata privata.

Il piano terra della reggia, ormai in abbandono, è disposto su 250 metri quadri di taverne con soffitti a volta, oggi ricolmi di scatoloni e oggetti sparsi su tutto il pavimento.  Lo spazio superiore amplia la propria superficie calpestabile di ulteriori 100 metri quadri, con ammirevoli soffitti a volta affrescati; il più grande è il secondo piano, coi suoi quattrocento metri quadri, suddivisi in tre distinti appartamenti. Qui e sulle mansarde oggi dilagano muffe e infiltrazioni. In alcuni vani si sono già verificati alcuni crolli dei solai.
Tutto intorno, il parco perimetrale, o ciò che ne fu, misura 6.800 mq. Tra le sterpaglie sono ancora visibili le bellissime scale in marmo, le fontane, le vasche e la casa diroccata,  sopramenzionata, ad uso del custode.

La sua innegabile bellezza, oggi fatiscente, è sotto gli occhi di tutti. Ma la domanda che richiede maggiore ricerca è “chi visse nelle mura della reggia lasciata in abbandono?”. Sappiamo che l’ultimo piano era ad uso dei proprietari. Qui, nell’ala più ampia abitò un oftalmologo. Lo testimoniano gli scaffali ricolmi di pregevoli tomi di interesse scientifico. Tra i vari,  i celebri “Testut”, particolarmente apprezzati in ambito medico.  Gli altri proprietari, che affittavano gli appartamenti collocati al piano inferiore ad altre famiglie locali, lavoravano invece nel settore dell’abbigliamento. Il primo grande investimento fu fatto agli inizi degli anni ’20 con una pelletteria in centro città. Fu un vero colpo messo a segno. Il successo fu inaspettato e permise, decenni dopo, di portare il proprio interesse sulla vendita di abiti da cerimonia e infine sugli orologi.

Italiani: santi, poeti, mafiosi, navigatori…e amanti del calcio.
La famiglia, non contenta dei soli investimenti lavorativi, fondò una società sportiva dilettantistica rappresentativa di un paesino limitrofo sul mare.
Siamo nella seconda metà del ‘900, gli anni floridi per il “football inglese”. I militanti della squadra potevano godere di tutto il necessario:  borsoni, divise, parastinchi, giacche, oltre ad un piccolo rimborso spesa. I proprietari sognavano, a detta dei giocatori, di condurre la società molto in alto.

Perché vi diciamo questo? E’ tutto riportato dalle testimonianze raccolte durante le ricerche sull’abbandono della reggia. Ricorda un sistema che oggi pare non più funzionare: a partire dalla seconda metà degli anni ’90 infatti, a causa di un mondo calcistico incapace di adattarsi, fallirono tantissime società, tra cui quella dei nostri protagonisti.
Fu una debacle: dal sogno di portare il calcio locale alla storia, ad un vero e proprio “calcio nel sedere” ai sogni di tanti.

A tramontare però non furono solo le ambizioni in ambito sportivo: dal 1985 la villa è stata sfittata dalle famiglie esterne, sebbene ancora custodita dai proprietari. La data, grossomodo, coincide con quella della chiusura della pelletteria.
Successivamente la grande dimora fu messa in vendita a due milioni di euro, senza successo, nonostante alcuni lavori di ristrutturazione. Dal 2016 il complesso, per motivi a noi sconosciuti, giace in stato di abbandono. Tutto è ancora abbondantemente recuperabile. Speriamo non si giunga, negli anni a venire, al famoso punto di non-ritorno: sarebbe un altro evitabile “calcio” alla storia locale.

Se questa reggia in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di Castelli abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Toscana?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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