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Avete mai riflettuto sull’origine del termine “Odeon”? La sua etimologia conduce al significato di “piccolo teatro coperto, della Grecia antica, destinato alle audizioni musicali. Oggi denominazione di locali per spettacoli.”

Ogni provincia, in Italia, aveva il suo “Odeon”. Questo anche nell’imperiese, in un luogo non meglio precisato, da noi, per i soliti motivi di tutela. Ed è qui che nasce la nostra storia, nei primi anni ’50 più precisamente. Cento lire era il costo per entrare e godere di un ampio cortile tra i palazzi della città. Lo testimoniano i biglietti degli ultimi anni di apertura, ancora oggi sparsi sul pavimento. Oltre alle classiche riproduzioni di pellicole, si poteva assistere alle esibizioni delle compagnie di varietà e ad importanti incontri di boxe.
Più che un normale cinema, oggi in abbandono, un tempo avremmo potuto definirlo un importante centro sportivo e di aggregazione culturale. In estate, si registrava sempre il tutto esaurito.

“All’estivo, si può fumare anche la pipa” questo il motto del suo successo. Amato dagli abitanti, anche per i prezzi popolari e l’accoglienza dell’avvenente storica cassiera, vi si proiettavano sei film a settimana. Un ventennio di gloria, scalfito solo dal cambio dei costumi degli anni’70. Con l’apertura di sale da proiezione più grosse e ampi palazzetti dove ospitare gli eventi sportivi, la versatilità dell’Odeon divenne sempre più una caratteristica sfavorevole che utile. Gli ultimi spettacoli vennero dati a cavallo tra il ‘78 e il ‘79 e le ultime feste furono pianificate fino a qualche anno dopo, prima della chiusura definitiva.

Il proprietario, grande imprenditore del ventesimo secolo, continuò a fare visita al complesso che, oltre al cinematografo, godeva di uno stabile adiacente per la rivendita di materiali da costruzione, pitture, vernici e similari. Seguì la cessione a terzi e i più recenti progetti fallimentari: l’impresa che acquistò il complesso aveva grandi piani ma dovette scontrarsi con l’amministrazione e con un fatto curioso, quanto problematico: poco sotto, scorreva un fiumiciattolo, un “rio” completamente coperto dall’urbanizzazione, motivo per cui sull’area non si potevano costruire palazzi di civile abitazione.

Si tentò di realizzare invano di estrarre dall’ex cinema, in abbandono, un complesso residenziale con attività commerciali al piano strada e un garage sotterraneo, ma il tutto si sarebbe bloccato a causa di mancati accordi con la Regione in merito all’altezza dell’immobile. In assenza di compromessi, tutto è rimasto all’incuria, meta per molti anni di abusivi e clochard. Ad oggi, dopo i nostri scatti, ne è stata riqualificata la porzione più esterna che si affaccia su strada, mentre il complesso del cinema in abbandono è stato recintato.

Internamente ogni cosa resta decadente. Dicono che il cinema sia eterno, anche se questo caso sembra dimostrare il contrario: il giardino del cinematografo in abbandono è invaso da erbe infestanti; nella zona biglietteria curiosamente giace un’ auto d’epoca, la storica Ford Escort, affiancata da un muro tappezzato di quotidiani di quegli anni; il magnifico macchinario per le proiezioni fa capolino in un triste stanzino pressoché crollato e al piano interrato resta intatto ancora il banco frigo dei gelati Eldorado e Algida, tra cui il mitico Piedone e il Topolino.

Ma andando oltre le apparenze, per quanto la decadenza dell’ex centro culturale polivalente testimoni la volubilità dei capricci del pubblico, si sa che l’eternità della cinematografia non è rappresentata dalle sue strutture di proiezione. L’arte che vi sta dietro sarà effettivamente “dura a morire”. Lo dimostra in modo assai lampante l’attitudine di un discendente della proprietà dell’Odeon: passato dal Dams provinciale alla cattedra dell’Università di West London, l’erede è oggi insegnante di storia del Cinema nelle università di Roma e Southampton, nonché vincitore di un Award a New York. Il suo curriculum, oltre che a sé, dona prestigio alla città d’origine e fa onore alla storia della famiglia, dimostrando che si, le mode passano e si portano via gli scheletri di qualcosa non può tornare, ma il cinema continuerà ad essere eterno.

Se questo cinema in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di teatri e cinema abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Liguria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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