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Villa in abbandono.

La vita di un attore è fatta di molti sacrifici, questo si sa. Siamo sottopagati, sfruttati, senza contributi e via discorrendo (anche se non sempre ovviamente). Capita alcune volte, però, di essere meritatamente ricompensati con lavori importanti e soddisfacenti. E che c’entra tutto ciò con l’Urbex, direte voi. Non avete nemmeno tutti i torti. Ci arrivo subito. Per tre anni (periodo Covid escluso purtroppo) ho avuto l’onore di partecipare ad una tournée nazionale con uno spettacolo comico al quale prendevo parte come attore. Durante una delle mie passeggiate mattutine in attesa di replicare lo show serale, mi imbatto in una splendida villa abbandonata.

Dovete sapere che, spesso, se capita di stare più di un giorno nella stessa città, si ha tutto il tempo di poterla visitare o (appunto) esplorare a dovere. Da buon fotografo, quindi, ho sempre la mia Nikon a portata di mano. Segno sul mio telefono le coordinate di tale meraviglia trovata totalmente per caso e mi organizzo per tornarci il giorno seguente.

Di buon passo, quindi, ventiquattro ore dopo mi trovo davanti nuovamente questo cancello arrugginito che lascia presagire forti emozioni. Una volta sgusciato all’interno dell’edificio mi rendo conto che sicuramente questo stabile è passato dall’essere abitazione privata ad ufficio. Trovo, infatti, alcuni documenti che attestano ciò che ho appena affermato. Inutile dirvi che non scenderò nello specifico per evitare di risalire subito a questa villa in abbandono (non me ne vogliate).

Ciò che mi colpisce di più di questa magnifica villa in abbandono sono le mattonelle per terra e le rifiniture dei corrimani in legno. Strano, penso. Solitamente sono particolari che noto dopo un po’ di tempo rispetto al momento in cui entro in un luogo abbandonato. Stavolta, però, è molto diverso. La vecchia dimora è tempestata internamente di foglie e il mio occhio viene attratto da questo pavimento che doveva essere splendido un tempo. Le stesse scale che conducono al piano superiore sono molto affascinanti. Il muro che le affianca è del tutto scrostato ormai e la balaustra è di un legno antico, rovinato dal tempo.

Il primo piano mi fa subito sobbalzare. Il pavimento sembra tremare sotto i miei piedi, non credo sia molto stabile. Con molta cautela, considerando che non supero i novanta chili, piano piano esploro le stanze che mi trovo ai lati ma rimango deluso dal fatto che sono ormai vuote e del tutto ammuffite. Spero di trovare almeno un bel panorama dal piano più alto della torretta ma, purtroppo, la scala che vi conduce è totalmente crollata (peccato, dall’esterno le finestre erano addirittura senza vetri, si sarebbe visto tutto splendidamente).

Torno all’esterno della villa in abbandono e faccio una passeggiata circumnavigando il perimetro dell’edificio e devo dire che la vegetazione che sta mangiando quest’area rende il tutto surreale e pacifico. È vero a volta capita di rimanere un po’ delusi dalle esplorazioni: un edificio ci sembra incantevole da fuori mentre all’interno ci lascia ben poco. Io ho imparato, in questi casi, ad apprezzare i piccoli dettagli e la luce che filtrando dalle finestre regala suggestioni che fanno bene al cuore.

La sera, durante la replica non vi nascondo che un po’ ho pensato a quella bella dimora, ai posti nascosti che ci circondano e a quanto, spesso, non ci rendiamo conto delle bellezze che abbiamo nel nostro Paese…dimenticate e non. Il pubblico ride, io rido dentro, e sono contento così.

Se questa villa in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati del Friuli Venezia-Giulia?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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