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Erba alta in giardino.

Vecchie finestre nascoste dai rovi e dall’edera.

I segni inequivocabili di una villa abbandonata. Entriamo, esploriamo il piano terra. La prima cosa che salta all’occhio sono i diversi campioni gratuiti di farmaci, sparsi in cucina e in salotto. Fanno intuire che si trattasse della villa di un medico. Nonostante le indagini approfondite, purtroppo non troviamo altri indizi che ci permettano di ricostruire la storia della villa e dei proprietari. Ci godiamo perciò, in silenzio, questo viaggio nel passato.

Una elegante scala ci invita a salire al piano superiore diviso in diverse aree: zona notte, con le sue camere da letto, e una “giorno” con ampio salone e una piccola veranda. L’arredamento rimanda agli anni ’70. Una pistola appoggiata su una tastiera turba le nostre menti, ma il tappo rossastro rivela essere solo un giocattolo.
Quando riscendiamo al piano terra ci accorgiamo che, celato all’occhio di ogni frettoloso passante, figura una scala che porta al garage e ad altre stanze.
Proprio percorrendola scopriamo un vero tesoro: una Porsche Carrera Cabrio, una Alfa Romeo Giulia, il pezzo posteriore di una Lancia Delta Integrale, un Volkswagen Maggiolino col tetto tagliato. Oltre a queste auto abbandonate, diverse moto, un piccolo scafo e una lambretta.

Di che auto-vetture abbandonate stiamo parlando, per chi non si intende di motori? Di automobili d’epoca, oggi relativamente rare da trovare, lussuose e coste per l’epoca. L’ultima menzionata, la lambretta, invece è il simbolo per eccellenza del “fu” stato di buona salute del Bel Paese, il cosiddetto boom economico post bellico.

Un vero colpo al cuore vedere tanta bellezza lasciata in balìa della polvere, dell’umidità e dei topi. Lasciamo che le nostre foto immortalino questi piccoli gioielli per i lettori che ci seguono.

Se queste auto abbandonate hanno stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di altre auto abbandonate.

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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