Skip to main content

Cyclonkessel.

Sembra il nome di un farmaco, invece è il nome di una centrale a carbone, oggi chiusa, nella regione della Foresta Nera, in Germania. Questa zona del Land, famosa per la sua natura e splendidi paesaggi, è ricca di foreste e fiumi, ingredienti essenziali per la produzione della carta, non a caso molte cartiere furono qui fondate già dalla fine del ‘800.

1920.
Nel giro di qualche mese, una cartiera tra le tante, costruisce questa centrale per la produzione di elettricità, alimentata a carbone. La fabbrica di carta era stata fondata già alcuni anni prima, per la precisione nel 1884, e probabilmente era dotata di qualche generatore di potenza a vapore o idraulico, sicuramente dismesso con la costruzione della nuova centrale. Quest’ultima è stata rinnovata negli anni ‘50, ma fortunatamente per gli appassionati di archeologia industriale, è stata ampliata senza smantellare i macchinari più vecchi.
La cartiera prosperò per più di un secolo ma a metà degli anni ’90 del secolo scorso, cominciò ad avere difficoltà finanziarie, e all’inizio degli anni 2000 fu chiusa definitivamente.
I macchinari per la produzione della carta furono smantellati e i capannoni convertiti ad altro scopo. Conseguentemente venne chiusa anche la centrale elettrica, ma per qualche ragione questi edifici furono lasciati intatti e incustoditi.
L’accesso a tutta l’area, è stato semplice, e dopo una breve camminata nel bosco, ci accoglie proprio la sala macchine più datata, equipaggiata con due turbine Siemens, più una terza ormai smontata. Queste macchine erano alimentate da una grande caldaia Steinmuller, ancora presente insieme ai vecchi quadri comandi ormai colorati verdi per via del muschio che li ricopre. Anche se decadente, la sala possiede ancora molto fascino, una piccola capsula nel tempo il cui contenuto ha più di un secolo di vita.

Come troppo spesso accade, i soliti vandali avevano già imbrattato e distrutto molte parti della centrale abbandonata, ma per fortuna non avevano infierito su questa zona. Purtroppo non era così per la parte più moderna della centrale, equipaggiata con altre due grandi turbine Siemens e una caldaia KSG Steinmuller Cyklonkessel. Molte scritte e graffiti ricoprono questa zona, tuttavia i vetri dell’edificio ormai ricoperti di muschio donano un bel colore alla sala.
Il nome che ho dato a questo luogo, deriva proprio da questa seconda area, in particolare della caldaia. Sopra una bella e ben conservata plancia di comando troneggia infatti la scritta “Cyklonkessel”, la quale indica una caldaia “a ciclone”, ovvero che brucia un carbone frantumato in polvere alimentato dall’alto formando un vortice che favorisce la combustione.
Nascosti ai piani superiori degli edifici erano presenti anche un piccolo laboratorio chimico e altri sistemi ausiliari ancora in ottimo stato, un’ottima scoperta come conclusione di questa esplorazione.

Se questa centrale a carbone chiusa definitivamente ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di centrali abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Germania?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
Noi di Ascosi Lasciti ci spingiamo in luoghi pericolosi o inagibili per poterli raccontare. Come sempre, raccomandiamo di NON VISITARLI autonomamente, ma di seguirci solo attraverso i nostri reportage. Per poter prendere parte attiva senza rischi a questa missione, iscriviti al nostro gruppo, oppure, se l’impegno che vuoi prestare è maggiore, supporta l’associazione omonima tesserandoti. Potrai beneficiare di contenuti esclusivi e materiale inedito.

Per essere sempre aggiornato sulle nostre ultime esplorazioni, basta iscriverti al nostro nuovo canale Youtube oppure seguirci sulla nostra pagina Facebook, tra le più grandi community urbex in Italia, sul nostro profilo Instagram, tra i più seguiti in tutto il mondo sul tema dell’abbandono edilizio ed il neo-nato profilo tiktok.

(Visited 454 times, 1 visits today)
Rating: 5.0/5. Dai voti3.
Attendere....