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Questa è una perla rara. Nonostante le nostre molteplici esplorazioni, è stato inaspettato trovare tanta bellezza e conservazione all’interno di un alloggio in abbandono che per l’aspetto esteriore sembra una come tante. È nascosta da un bosco di felci, che per un attimo ci fa dimenticare di essere in Liguria, dove ti aspetteresti solo castagni e brughi. Entrando siamo pervasi da una strana sensazione, come se il tempo non fosse mai passato. Vale lo stesso per ogni stanza che visitiamo, cominciando dal piano terra, con le sue cantine stracolme di bottiglie, centinaia, ordinate come soldatini, dirimpetto ad un locale adibito a studio, probabilmente un ufficio in casa. Ufficio dedicato alla gestione di un’attività particolare, una cava di ardesia, di cui la zona è ricca. Proprio da ciò prende il nome la villa, nel mondo dei luoghi abbandonati: quantità forse esagerate di questo materiale sono state utilizzate per la sua costruzione, per la facilità a reperirlo.

L’esplorazione di questo alloggio in abbandono si fa abbastanza pericolosa a causa dell’ardesia che abbonda, e nel frattempo riflettiamo sulla complessità di costruzione di una dimora così grande con questo materiale. Il primo piano sembra inutilizzato da più tempo del resto della villa, il calendario che troviamo è fermo al 1977, gli arredi confermano tale datazione, il pavimento in legno scricchiola ad ogni nostro passo, mentre visitiamole varie stanze. una con le pareti azzurre ed un letto matrimoniale, l’altra verde con un letto singolo e l’arredo intatto. Prendendo coraggio, tra uno scricchiolio e l’altro, saliamo al secondo piano.
Qui, la meraviglia. I soffitti affrescati incorniciano ogni stanza come in una dimora signorile di inestimabile bellezza. Questo appartamento è completamente diverso dal primo, probabilmente i proprietari alloggiavano qui. L’arredamento è retrò, da alcuni documenti e dallo stile dei locali intuiamo la non giovane età dei coniugi. Le carte d’identità rinvenute confermano, classe 1914. Sentiamo di aver riportato in vita quei ricordi immobili da più di vent’anni di abbandono. Ogni stanza ci regale emozioni incredibili. Il salone con le foto di famiglia e una poltrona verde dove probabilmente il proprietario guardava la televisione ogni sera. La stanza padronale completamente intatta, un vestito da donna che sembra essere stato riposto il giorno precedente, ogni piccolo dettaglio conservato da più due decenni.
È però la stanza da letto dei bambini, forse i nipoti, che ci dà un brivido lungo la schiena: tante bambole riposte ordinatamente su letto e comò, un cane bianco a macchie nere di peluche, una biciclettina rosa. Sul letto c’è anche una valigia, in essa un modulo di lavoro compilato, maestra elementare recita il foglio. Forse uno dei nipoti aveva intrapreso tale carriera. In cucina ci accolgono la tavola semi apparecchiata e delle candeline rosa, numero 82, sul piano di lavoro, usate e memori forse dell’ultima festa di compleanno dell’anziana signora.

Non sappiamo quale sia il reale motivo di un abbandono così drastico, rimarrà forse per sempre un mistero.

Mentre usciamo silenziosamente dalla residenza, notiamo un brillante sistema di cavi di acciaio che fungeva verosimilmente da montacarichi collegando l’edificio principale con il garage poco distante. Ah, che ingegno questi liguri!

Se questo alloggio in abbandono ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati della Liguria?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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