Era un caldo pomeriggio estivo ed eravamo intenti nella consueta ricerca casuale di strutture abbandonate in cittadine poco battute e fuori dai classici giri delle Marche.
Un’intera via nella quale erano presenti ben tre strutture abbandonate aveva colpito la nostra attenzione. Tre villette con giardino incolto annesso sul retro. Esternamente, a parte gli evidenti segni dell’abbandono, nessuna delle tre faceva presagire la scoperta del secolo. Si presentavano come brutti edifici costruiti duranti gli anni ruggenti, in cui il Governo permise ai costruttori di brutalizzare i nuclei urbani con abusi edilizi e abitazioni fuori contesto. Eravamo abbastanza stanchi e dopo una giornata di fallimenti avevamo poche energie da spendere per tentare un assalto a un qualcosa che probabilmente non avrebbe valso lo sforzo profuso.

Nonostante la difficoltà, c’era la volontà di centrare almeno un obiettivo. Controvoglia decidemmo di infilarci nei giardini sul retro delle villette alla ricerca di una facile via di accesso. Tempo necessario per la prima? Meno di cinque minuti: tutto serrato, nessuna finestra accessibile e un boschetto di fastidiose acacie cresciute spontaneamente che avremmo dovuto attraversare per passare dal retro al lato destro, ci avevano fatto desistere in men che non si dica.
E via con la seconda. Anche qui acacie ovunque ma attraverso i rami si riusciva a intravedere un portone molto malridotto. Dopo aver preso coraggio ci eravamo fatti strada fra le spine. Il portone aveva un classico paletto orizzontale, proprio come quello del nostro logo. E in un attimo eravamo nel seminterrato, completamente vuoto.
Nulla di interessante, ma si sa, bisogna perseverare.
La fortuna aveva elargito il suo sorriso al primo piano, dove avevamo trovato quello che successivamente abbiamo scoperto essere un vecchio studio legale.
L’ambiente era molto buio e non ci era possibile aprire le finestre, ma si riuscivano a intravedere divani e poltrone in pelle, oltre a un tavolo di vetro, del tutto integro. L’ambiente era pressoché intatto, pur mancando di piccolo arredo e suppellettili.
Di sicuro non un posto incredibile, ma una simpatica variazione, visto che luoghi simili non si trovano tutti i giorni.
Oltre al primo piano purtroppo non c’era altro degno di nota, ad eccezione della splendida scalinata impreziosita da un’enorme finestrone.
Nel frattempo stava arrivando la sera e, in preda alla stanchezza, decidemmo di non tentare la visita alla terza villetta e di ritornarci con più calma. Un giorno, chissà.
Se queste strutture abbandonate hanno stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di ville abbandonate. Altrimenti perché non esplorare virtualmente i luoghi abbandonati delle Marche?
L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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