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Lungo una trafficata strada belga, dietro una modesta facciata, si cela un classico luogo perduto europeo, un’imponente albergo in disuso. Un tempo località termale rinomata meta di residenti ricchi, o meglio, molto ricchi del Belgio. Oggi, magnifico resort abbandonato.

Costruito nella seconda metà del XIX secolo, questo resort sorge su una sorgente termale utilizzata dalla gente del posto almeno dal lontano 1300.
L’imponente edificio a due piani è stato costruito in stile neorinascimentale francese dall’architetto Léon Sus. La costruzione è divisa in quattro ali ed un cortile, e nel suo periodo di massimo splendore fungeva da hotel termale.

Al piano terra era possibile trovare sedute, bagnature e trattamenti col fango. Inizialmente erano presenti 52 cabine con 54 bagni, ampi ambienti con docce ad alta pressione, vasche idroterapiche con tradizionale piscina ad immersione, ambienti con docce circolari e pediluvi con acqua corrente e piccole salette per tuffi. Negli anni sono state apportate svariate modifiche per ammodernare l’edificio e renderlo più appetibile per le nuove tipologie di richieste.
L’hotel è stato aperto il 15 agosto 1868. Il suo valore è stato stimato in 1.500.000 franchi belgi, una cifra enorme per l’epoca. Le terme erano adatte per circa 182 cure termali all’anno, che nel 1967 rappresentava sicuramente un numero fuori dalla comune portata.

Dall’apertura del resort, migliaia di ricchi belgi hanno fatto il bagno, sono stati curati e coccolati ogni anno. L’interno dell’hotel è stato ispirato dal neorinascimento francese e dall’architettura italiana. I soffitti regalano dipinti mozzafiato e gli spazi della struttura sono impreziositi da maestose colonne in marmo.
Dall’esterno, l’edificio risulta molto modesto e compassato. Stupore ed estasi invece ci hanno investito quando siamo entrati e un atrio davvero chic ci ha magicamente accolto. Emozionante e davvero di tendenza anche per noi “moderni”.

Quella che un tempo era la reception, conserva un sontuoso soffitto neobarocco che si estende su due piani e si apre su un balcone soppalcato. Alte colonne sostengono questo balcone e l’intero secondo piano. Sul marmo scolpito sono stati applicati accenti e motivi con rose e altri decori a tema floreale. Busti con tridenti, sopra le porte che conducono alle sale per i trattamenti, sono stati purtroppo divelti.

Il soffitto a volta è a cassettoni, ogni spicchio decorato con un dipinto identico di un vaso d’oro colmo di fiori. Sembrano dipinti su tela e inseriti nel soffitto. Al centro, come ogni scena madre che si rispetti, vi è un dipinto raffigurante un uomo con tridente e una donna seduta sugli scogli e una grande conchiglia. Alcuni cherubini sono seduti accanto a lei, in volo, con in mano un lungo drappo rosa. Forse dipinto direttamente sull’intonaco del soffitto, invoglia quasi ad allungare una mano per capire se è disegno o realtà.

Dopo vari e vani tentativi di esplorare la struttura, durati circa due anni, le nostre fatiche sono state ripagate: finalmente abbiamo potuto godere della magnifica vista interna. La maggior parte delle attrezzature e degli impianti sono stati rimossi, con pochissime prove di utilizzo passato e della storia che ogni oggetto porta con sé.

Dopo ben 135 anni di attività, questi bagni sono stati chiusi nel 2003. E’ stato costruito un centro termale più moderno, un po’ più in alto sulla collina, come la moda vuole ai nostri giorni. La malinconia del nuovo che sostituisce il vecchio, che mestamente si adagia stanco e aspetta la fine.

Le raffinate decorazioni interne, il cortile, la facciata, così come le pedane e il vestibolo sono patrimonio dell’UNESCO. Il resort abbandonato è classificato come centro termale e occupa anche un posto d’onore nella classifica delle proprietà incluse nell’elenco del patrimonio eccezionale della Vallonia.

Se questo resort abbandonato ha stuzzicato la tua curiosità, ecco una lista di alberghi abbandonati. Altrimenti perché non esplorare virtualmente altri luoghi abbandonati del Belgio?

L’obiettivo dell’esplorazione è toccare il fondo e la cima, toccare… per vedere se la porta si apre.
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